Di Maio commenta il 7,41% del M5S in Umbria

Il voto in Umbria certifica che quest’esperimento non ha funzionato
Regionali

Toccare quota 7,41% alle Regionali in Umbria è stato per il Movimento 5 Stelle un trauma choccante. Nessuno si illudeva per carità che da queste parti potesse accadere il miracolo di vedere moltiplicare i voti gialli, ma certo nemmeno toccare un livello così basso era stato preso in considerazione. Fuori discussione, neppure nella più brutta delle ipotesi. E così, dopo il primo giudizio del Movimento sul risultato che, sul Blog delle Stelle, sembra bocciare il patto civico con il Pd, continua all'interno del M5S il confronto sulla disfatta elettorale in Umbria.
   A ora di pranzo il capo politico Luigi Di Maio, in un'intervista a Sky tg 24 (), pur non mettendo in dubbio l'alleanza di governo con i Dem, decreta però la fine di ogni esperimento di coalizione territoriale: "Per la prima volta nella storia abbiamo deciso di fare un'alleanza, un patto civico, col Pd. Non ha funzionato, in Umbria siamo a uno dei risultati più bassi, questo esperimento non è più praticabile. Il M5s va meglio quando corre da solo", conclude il ministro degli Esteri. Sul piano nazionale, invece, "il governo va migliorato e innovato per durare altri tre anni", ribadisce Di Maio.

E certamente è tutto da leggere attentamente il post pubblicato sulla sua  in cui il leader grillino esterna alcune sue considerazioni a riguardo del voto umbro e non solo. 

Voglio iniziare questo post facendo i complimenti a Donatella Tesei, neo presidente della regione Umbria.
Grazie anche a Vincenzo Bianconi per aver dato il massimo, così come vorrei ringraziare tutti gli attivisti che si sono impegnati in questa campagna elettorale.

Il voto in Umbria certifica che quest’esperimento non ha funzionato. Ci abbiamo provato perché era troppo tempo che si sosteneva che andando insieme avremmo rappresentanto un’alternativa, ma è emerso un dato di fatto: che allo stesso modo, sia che stiamo con il Pd che con Lega al Governo, il MoVimento perde consenso. Succede perché non abbiamo mai considerato l’ipotesi di governare con altre forze politiche, ma è anche vero che, per evitarlo, sarebbe servito il 51%.

Questo dato però non deve abbatterci. Quando nel 2013 dicevamo “in parlamento ci alleeremo con chi ci sta sui nostri temi”, il MoVimento ha sempre rivendicato il suo ruolo di movimento post ideologico, provando ad oltranza a far capire che non esistono idee di destra o di sinistra, bensì solo idee valide o meno valide. E per me si deve continuare ad oltranza a far passare questo concetto.

Siamo la terza via, che va oltre la destra e la sinistra. E questa diversità dobbiamo rimarcarla di più: da sempre rappresenta il nostro punto di forza.

In Umbria ci abbiamo provato, quello delle alleanze con altre forze politiche in occasione delle regionali era un tema che ci portavamo avanti da troppi anni. Adesso abbiamo la certezza che non rappresenta la soluzione.

Credo anche che dobbiamo dare maggiore chiarezza sulla legge di bilancio. In queste settimane, mentre giravo per i mercati, gli umbri mi hanno chiesto delucidazioni sulla manovra. Stava passando un messaggio sbagliato sul pos, sulle partite iva e su tanto altro. Non mi interessa se siamo stati accusati di andare contro la lotta all’evasione, per noi la lotta all’evasione non è criminalizzare commercianti, artigiani e professionisti con pos, carte di credito e abolizione del regime forfettario.

Più ascolto le persone più capisco che il governo deve agire con una voce univoca che non crei dubbi e perplessità tra la gente. E per fare questo vanno chiarite il prima possibile tutte le misure in manovra. Così da evitare fraintendimenti o strumentalizzazioni.

Forse serve anche un programma di governo più dettagliato, che ci permetta di indicare le cose da fare e che implicitamente contenga anche quelle che non vanno mai fatte.

Penso ad esempio a Quota 100. Come ho avuto modo di ribadire nei giorni scorsi questa misura rimarrà intatta. Ma in svariate circostanze è stata messa in discussione, generando confusione anche tra la gente. Se avessimo avuto un contratto di governo, ció che non c’era scritto non si sarebbe potuto neanche ipotizzare e quindi alcune incomprensioni magari non si sarebbero nemmeno verificate.

Adesso non possiamo che pensare con umiltà al MoVimento 5 Stelle. Abbiamo diverse occasioni per ricominciare con lo spirito giusto. Dobbiamo azzerare tutte le aspettative e ricominciare da zero. A me non interessa la percentuale, a me interessa che quando presentiamo una lista alle comunali o alle regionali, permettiamo a cittadini che combattono battaglie importanti per il loro territorio di entrare nelle istituzioni. Senza sacrificare ciò in cui crediamo.

Oggi faccio i miei auguri a Thomas De Luca, nuovo consigliere regionale in Umbria per il MoVimento 5 Stelle, il primo “mandato zero” d’Italia a candidarsi. Ha 30 anni e diversi anni di esperienza in consiglio comunale a Terni. Sarà il nostro “cittadino con l’elmetto”.

A lui va un abbraccio da tutto il MoVimento!