Il Congresso Pd conferma la crisi inesorabile del partito umbro

un unico candidato, ma i dati degli aventi diritto al voto sono deludenti
Poltica Umbria

La crisi interna nel Pd umbro continua la sua inesorabile discesa verso il fondo e la presenza di un commissario alla segreteria di Enrico Rossi, succeduto a Walter Verini, con il suo carattere e la sua determinazione non ha di certo aiutato il percorso verso l'unità di partito.

Dopo il ritiro alla corsa della segreteria regionale degli altri tre candidati, Massimiliano Presciutti, Francesco De Rebotti e Alessandro Torrini, hanno votato Tommaso Bori meno della metà degli iscritti, tra l'altro fermi alla quota del 2019.

Il nuovo segretario con poco più del 48 % (dati ultimi da aggiornare) è consapevole che la rinascita del Pd umbro sarà un percorso politico difficile e l'inattesa affluenza al voto è una conferma certificata: su 6.018 iscritti soltanto in 2.878 hanno votato il giovane e determinato segretario.

In provincia di Perugia hanno votato per Bori in 1949 con 230 schede a favore su 261 votanti pari al 32% dei 696 aventi diritto.

A Terni Bori ha ottenuto 319 preferenze su 656 iscritti.

Nelle frazioni territoriali la situazione i dati di partecipazione e prefernza confermano la crisi del partito

Bori deve ora accettare il difficile compito che lo attende e che dovrà approfondire con l’ampio gruppo dirigente, Walter Verini che meglio di altri conosce le problematiche del partito nella Regione ed Enrico Letta, impegnato in un compito di non poche difficoltà nel motivare  l'unione e la forza, puntando soprattutto sui giovani, costretto a dover  fare i conti con un contesto politico in Umbria  dove il Centro destra è leader nei consensi.