Ricostruzione, 30 milioni per le imprese

Un risultato che ha visto il debutto in qualità di vicecommissario della neopresidente della Regione Donatella Tesei
Politica

Buone notizie per le Regioni terremotate del Centro Italia. Dalla cabina di coordinamento presieduta dal Commissario Farabollini arriva la notizia ufficiale che grazie alla collaborazione con Invitalia sono stati messi a disposizione circa 30 milioni di euro per la messa in sicurezza delle imprese del cratere. Un  risultato in termini di misure e di fondi che ha visto il debutto nella cabina di regia per la ricostruzione post terremoto, in qualità di vicecommissario, della neopresidente della Regione, Donatella Tesei che, insieme al direttore al ramo Alfiero Moretti.
“Abbiamo finalmente raggiunto l’accordo per rimettere in circolo i fondi dell’ordinanza 27 sull’edilizia popolare che non erano stati utilizzati per mancanza di progetti e sui quali abbiamo concentrato l’azione congiunta di Commissario, Governo e Anac per restituire, in primis agli sfollati degli alloggi residenziali popolari, la possibilità di rientrare velocemente nelle proprie case – spiega il Commissario Piero Farabollini – Inoltre, abbiamo implementato in senso operativo la collaborazione  con Invitalia per supportare l’attività di ricostruzione e, con circa 30 milioni di euro, di messa in sicurezza delle imprese nel cratere”. 
A vedere la risoluzione grazie alla nuova ordinanza per l’edilizia popolare anche la vicenda degli Ater teramani di Colle Atterrato, recentemente protagonista sui media, e le problematiche legate alla Centrale Unica di Committenza, prevista dal DL interministeriale 334/2019 e attivata attraverso il protocollo d’intesa siglato con Invitalia. Definite anche le procedure operative del cosiddetto “bando Inail” che consente, per la prima volta, anche ad aziende non danneggiate, di implementare la sicurezza sismica dei luoghi di lavoro.
“Una volta bollinate dalla Corte dei Conti, le ordinanze diventeranno operative rispondendo a precise esigenze del territorio che vogliamo progressivamente sia slegato dai lacciuoli burocratici e dalle disfuzionalità che hanno determinato intoppi e lentezze nella ricostruzione”.