Ventiquattro segretari in fuga dal Pd

Negli ultimi sette mesi si assiste ad una vera e propria transumanza
Politica

Cosa resterà del Pd? Una domanda che si pongono in tanti, viste le continue fuoriuscite e le tante transumanze verso Italia Viva di Matteo Renzi.
Notizia dell'ultimora, riportata con grande risalto dal , riguarda le dimissioni del segretario del Pd di Giano dell'Umbria, Claudio Baciucco.
Che così si è giustificato: «Questa idea di partito e di comunità non mi appartiene. Nel mio piccolo ho provato a lottare dentro al Pd per cambiare le cose, per tornare allo spirito delle origini e per rimotivare tanti elettori delusi ma nonostante tutto ho dovuto constatare un certo risentimento nei miei confronti, a volte autentica ostilità, unicamente dovuti a meschini interessi di corrent».
E così salgono a 24, in sette mesi, i segretari cittadini che, in Umbria, hanno lasciato l'incarico, in molti casi dopo la disfatta dei risultati delle amministrative come aveva avuto modo di evidenziare il commissario dem dell'Umbria, Walter Verini, nel corso della conferenza stampa di martedì scorso. Alcuni sono comunque rimasti nel partito come nel caso di Carlo Elia. Schoen, a Foligno o di Andrea Vannini, a Todi, che si era anche candidato alle regionali: «Mi sono dimesso da segretario del Pd di Todi - ha puntualizzato - perché quando si perde ci si dimette. Sempre». Vannini, che proprio per questo motivo ha più volte chiesto il passo indietro di Verini, lancia l'idea di un patto generazionale che sta peraltro riscuotendo forte interesse.
Recenti anche le dimissioni di Franco Baldelli (Corciano) che il mese scorso, in una lettera indirizzata ai segretari dei circoli corcianesi, al commissario Verini e al sindaco Cristian Betti, evidenziava: «Non c'è più spazio per me in questo partito, non è quell'idea per cui dal 2007 mi sono impegnato convintamente». Hanno mollato anche i segretari provinciali di Perugia (a giugno) e Terni, rispettivamente Leonardo Miccioni e Paolo Silveri (a settembre), sempre a settembre ha lasciato il Partito democratico (e quindi anche l'incarico di segretario dem nella città dell'acciaio) il senatore Leonardo Grimani, anche lui passato a Italia Viva.
«Il problema del Pd - ha spiegato al telefono - è nelle correnti che ne impediscono di fatto il rinnovamento. Solo in questo contesto si spiegano alcune scelte fatte in queste ultime elezioni, ìn primis a livello di candidature. Ho deciso di aderire a Italia Viva perché ritengo sappia cogliere quello spirito di innovazione e voglia di cambiamento più che mai in Umbria necessario in questo momento, serve aria nuova». Non a caso la percentuale di consenso è qui più alta di quella nazionale e si attesta intorno all'89%. «Nell'incontro di lunedì a Foligno - ha aggiunto l'ex segretario di Giano - avevamo portato appena cento sedie, pensando che fossero state più che sufficienti. In realtà ne sarebbero servite altrettante». Intanto il Pd del Trasimeno sollecita, in una nota, il commissario Verini all'avvio immediato delle procedure congressuali. «Lo invitiamo - scrive - a convocare immediatamente un'assemblea regionale con tutti i rappresentanti del Pd umbro, a partire dai circoli e dagli eletti».