Separati in casa a Palazzo Chigi, e c’è già chi parla di elezioni anticipate a primavera

A quanto scrive il Corriere della Sera Conte starebbe preparando un piano B per difendersi dal fuoco amico di Di Maio-Salvini
Politica

Il Governo Conte-bis è appena cominciato e la festa sembra già volgere al termine.
Lo scrive oggi il , con un titolo che non lascia spazio a dubbi: “”.     
   Da non crederci, sono passati appena due mesi dalla sfiducia della Lega di Salvini che ha portato alla formazione di un governo giallo-rosso, che già si è arrivati alla “Guerra dei Roses”, con tanto di novelli sposi separati in casa che affilano i coltelli in vista della resa finale. 
   Da una parte gli “amanti impossibili” Di Maio-Renzi, dall'altra la “strana coppia” Conte-Zingaretti che nella forzata convivenza a Palazzo Chigi si sono ritrovati costretti a passare tutto il tempo a guardarsi le spalle.
   La paura dell'ex avvocato del popolo è quella di vedersi centrato quanto prima dalla raffica di pallettoni del “fuoco amico” sparato dai cecchini Di Maio-Renzi.
E dunque ecco che si sta lavorando per sterilizzare l'attacco.
  Secondo la ricostruzione di Verderami sul Corriere della Sera, il premier (sempre più vicino al leader del Pd) potrebbe anticipare il ribaltone con una mossa preventiva: staccare la spina.
«Di Maio sta con Renzi perché insieme hanno interesse a logorare Conte e il Pd di Zingaretti», scrive il quotidiano, ma il premier e il segretario del Pd non hanno nessuna intenzione di farsi cuocere a fuoco lento senza nemmeno agitarsi un po'.
E che il premier e il segretario Dem abbiano in così breve tempo costruito un solido rapporto, seppur lontano dai riflettori, è risaputo.
Fra le altre cose lo dimostra il fatto che Zingaretti è quello che ha insistito di più ad aprire ai 5Stelle, anche in Umbria. Aperture definite da molti osservatori politici come “supine concessioni”, che alla luce dei nuovi fatti, non sarebbero tanto rivolte a Di Maio ma a Conte, considerato, dal fratello del commissario Montalbano, lui il vero erede del patrimonio e della cultura stellata.
E così se il disegno di Di Maio-Renzi fosse davvero quello di sostituire il premier appena passato il primo inverno, allora Conte e Zingaretti si troverebbero pronti a giocare d’anticipo puntando ad elezioni anticipate, prima che il referendum formalizzi il taglio dei parlamentari e prima che le Camere modifichino il sistema elettorale.
“In tal caso - scrive sempre il Corriere della Sera - si voterebbe con il Rosatellum, che per Renzi e Di Maio è criptonite, siccome li costringerebbe a schierarsi in un sistema di alleanze”.
  Ecco allora che si capisce bene il motivo per cui Zingaretti ha fin da subito puntato su una coalizione con M5S, nonostante i mal di pancia di Renzi, l'unica che a suo giudizio sarebbe «competitiva» nella sfida con Salvini. Ma tutto questo ovviamente a prescindere da Giggino. Per Nicola il vero interlocutore è Giuseppe.
   Dunque, a quanto sembra di capire a questo punto, le cose stanno così: o il governo Conte-bis sarà lasciato libero di muoversi a proprio piacimento, o altrimenti si farà saltare il banco, e allora la parola sarà ridata agli elettori che (è l'auspicio della strana coppia) potrebbero anche scegliere di rivedere in azione il Conte-tris fino allo sfinimento.
    Francesco Castellini