L’assessore Agabiti: «Cultura volano del turismo»

Nella sua intervista a La Nazione espresse le linee guida della nuova Giunta
Politica

Riportiamo di seguito l'intervista rilasciata dall'assessore regionale Paola Agabiti a La Nazione. 


Sono settori cui la nuova Giunta regionale guarda come una delle principali risorse da valorizzare, anche per far crescere il PIL dell'Umbria.
Abbiamo chiesto al neo assessore Paola Agabiti Urbani , che tra le altre ha anche queste deleghe, più cultura o più turismo?
«Ho sempre pensato che le deleghe relative a cultura e turismo dovessero essere in capo a un unico assessorato, trovando incomprensibili le scelte fatte nel passato. Cultura e turismo non sono in antitesi tra di loro e il mio obiettivo è proprio quello di farle progredire insieme. Il nostro patrimonio artistico e culturale, la spiritualità di molti luoghi dell'Umbria, le nostre tradizioni culturali devono costituire un volano per il settore turistico. È necessario attivare tutte le sinergie, coordinare tutte le azioni, per garantire una fruizione consapevole e competente del nostro ricco patrimonio culturale, ai turisti e agli umbri».
Ci sono regioni in cui il binomio culturaturismo fa quasi il 15% del Pil. L'Umbria dove può arrivare?
«Non mi piace indicare cifre e percentuali. La cosa certa è che abbiamo tanta strada da recuperare, siamo indietro. Quello che mi fa essere tranquilla è che c'è un grande potenziale di crescita e che abbiamo idee per recuperare parte del terreno perduto».
Parliamo dei grandi Festival: Due Mondi, Umbria Jazz, Festival del Giornalismo, Nazioni, Sagra Musicale etc. programmi futuri e "nodo" contenitori.
«Le grandi manifestazioni indicate hanno sempre attratto l'attenzione di visitatori e appassionati del settore e del genere. Fino ad oggi, però, sono state in grado promuovere solo l'evento in sé, non c'è stata sinergia con la proposta turistica dell'Umbria che permettesse di far vivere la regione al di fuori dello spettacolo o dell'incontro. I contenitori sono effettivamente un problema di cui già abbiamo cominciato a parlare in questi giorni. Da un lato non possiamo realizzare strutture che vivono solo nei giorni dell'evento, dall'altro dobbiamo garantire comfort, qualità e un'adeguata capienza. Per questo sarà necessario trovare il giusto equilibrio».
Spesso l'offerta culturale della regione si sovrappone. Un problema "antico".
«Credo che il compito di un amministratore sia quello di individuare soluzioni. Per mia natura sono una persona sempre aperta al confronto e al dialogo, per questo cercherò di ascoltare tutti per poi provare a risolvere insieme a tutte le parti in causa il problema».
Comunicare (in modo efficace) le bellezze e la cultura dell'Umbria. Quali nuove modalità per superare le "frammentazioni" campanilistiche e lo spreco di risorse? Pensabile reintrodurre una agenzia di coordinamento regionale? E quante risorse verranno destinate in bilancio alla cultura?
«È nostra intenzione ridefinire il brand Umbria, per renderlo effettivamente identificabile con l'immagine che si vuole dare della nostra regione. Un brand Umbria in grado di fornire un impatto emotivo forte che contribuisca a fornire un'immagine unitaria della regione, dei suoi prodotti, della sua storia, delle sue tradizioni, della sua identità. Operazione che rende necessaria una regia unica. Parlare di risorse in questo momento è prematuro, stiamo lavorando sul bilancio, quelle che sono le sue criticità e dove è possibile recuperare risorse. Un ruolo importante Io dovremmo giocare ai tavoli della prossima programmazione europea dove lavoreremo per inserire turismo e cultura nei diversi assi».
Manifestazioni storiche (Gubbio, Foligno, Bevagna etc) risorsa per promuovere l'Umbria?
«Le manifestazioni storiche hanno e avranno certamente un ruolo nella promozione turistica, sono custodi delle nostre tradizioni, della nostra storia e i nostri borghi sono lo sfondo perfetto per questo tipo di manifestazioni che già oggi richiamano molte persone».
Prime azioni del 2020? La vedremo ad Uj Winter?
«La prima azione sarà quella di riportare in capo all'assessorato tutta l'attività di promozione turistica, l'obiettivo è avere un unico coordinamento, un'unica visione, comunicando in maniera più efficace e coerente l'immagine che si vuole trasmettere della nostra regione. Come detto, è necessario rilanciare il brand Umbria, che deve essere, prima di tutto, ridefinito, e reso univoco e ben identificabile. Per quanto riguarda Umbria Jazz Winter, il 28 dicembre (domani per chi legge ndr), per l'inaugurazione, la Regione non mancherà».
   Servizio firmato da Donatella Miliani