Di Maio sulle prossime Regionali: «Noi con Bonaccini? No per statuto»

E intanto la Borgonzoni gli ricorda la debacle umbra
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Politica

Dopo la riunione fiume a Bologna con gli attivisti locali del Movimento nella quale Luigi Di Maio ha annunciato davanti a duecento militanti e attivisti M5S la corsa in solitaria dei 5 Stelle alle prossime Regionali, giustificandola così: «Per statuto non possiamo sostenere il candidato di un partito», lo stesso concetto lo ha ribadito questa mattina ad Agorà su Rai Tre in collegamento dal capoluogo emiliano. Di fatto il leader dei Cinque Stelle ha affermato a chiari note che al momento non c'è nessun accordo con il Pd, nemmeno in Calabria. Preoccupandosi comunque di mettere le mani avanti, qualunque sia il risultato del 26 gennaio. «Il voto in Emilia Romagna non diventi un referendum sul governo», ha affermato Di Maio e ha quindi concluso: «Siamo aperti a liste civiche, ma senza aspettative illusorie. L'Emilia Romagna era stata descritta come la regione del M5s in guerra: io ho trovato tanto affetto e su 60 interventi che ho sentito 59 mi hanno detto che dobbiamo andare da soli. Solo uno ha detto di sostenere il candidato dem Stefano Bonaccini, ma noi non possiamo per statuto». Stesso discorso vale per la paventata intesa con i dem in Calabria sul nome di Pippo Callipo.Se ne sta discutendo, ma Di Maio come detto per ora non conferma nessuna intesa: «Smentisco qualsiasi accordo in Calabria col Pd. I nostri iscritti al movimento si stanno presentando alle elezioni».
Di fatto nella regione governata da Mario Oliverio le trattative sono in alto mare.
Di Maio è tornato poi all'incontro con il fondatore Beppe Grillo che ha “blindato” la sua leadeship: «Con Grillo siamo d'accordo sul fatto che in Emilia Romagna come in Calabria, non possiamo sostenere il candidato di un partito. Questo è quello che ci siamo sempre detti. Ora Grillo passa come quello che vuole fare la coalizione di centrosinistra con il Movimento dentro, ma in realtà non si è mai parlato in politichese di accordi, di Ulivi o contro-Ulivi».
Sul fronte Pd il primo a reagire alle dichiarazioni di Di Maio è il governatore della Toscana Enrico Rossi. Che su Facebook scrive: “Di Maio in Emilia non vuole andare con il Pd e Bonaccini. Io penso che è a noi che non conviene andare con lui. Intanto sardine in grande banco a Parma”.


Mentre sulla tenuta del governo dice la sua la candidata del centrodestra alla presidenza dell'Emilia Romagna Lucia Borgonzoni, intervenuta a Circo Massimo su Radio Capital: «Già con l'Umbria il Governo doveva andare via, non so se il governo cadrà, o visto com'è messo può cadere comunque sia, sia che vinciamo sia che perdiamo. Certo è che l'Emilia-Romagna non ama questo governo e questa può essere davvero l'occasione per mandarli a casa».