Migranti: la “bestemmia” di Frauke Petry. E’ l'ora di una Marcia della Pace Perugia-Assisi

La rampante politica tedesca ha detto:”Non facciamoci ricattare dagli occhi dei bambini, la crisi ci puòtravolgere”
Politica

Di Bruno Brunori - Se il giorno si vede dal mattino, c’è da stare allegri.

Frauke Petry, capa dell'Afd, dell'"Alternativa per la Germania" (partito liberista e conservatore che con lei ha virato a destra e oggi si accinge allo scontro frontale con Merkel) con una bestemmia ha calamitato i voti di quei tedeschi che hanno paura dell’invasione dei migranti, di quelli che oltre ad avere paura odiano i migranti e quelli che resuscitano l’ideologia della supremazia della razza bianca. Ebbene questa donna emergente nella politica tedesca, che viene indicata come la anti Merkel, della quale condanna la politica delle “porte aperte”. Ha rafforzato il suo odio per chi soffre e fugge dalle guerre e dalle persecuzioni, predicando la chiusura delle frontiere e arringato il “suo” popolo pronunciando orribili parole d'ordine radicali: "Non facciamoci ricattare dagli occhi dei bambini, la crisi ci può travolgere". Questa è una donna, probabilmente madre, che con il suo messaggio razzista ha raccolto voti nelle ultime elezioni che si sono svolte in Germania e che punta ad assumere il potere nel Paese. .
Questa bestemmia è stata pronunciata da Frauke Petry, nel giorno in cui le agenzie di tutto il mondo diffondevano la fotografia scattata nell’inferno del campo di rifugiati al confine fra la Grecia e la Macedonia, nella quale si vede un bambino appena nato in una tenda posata su un terreno fangoso e che, nudo, viene lavato con l’acqua di una bottiglia di plastica. Per Frauke Petry non ci dovremmo curare di questa immagine, come dovremmo guardare da un’altra parte dinanzi al corpicino senza vita di quel bambino spinto dalle correnti sulla battigia di una spiaggia greca. Ebbene non si deve aver paura di quei disperati che ci chiedono ospitalità e assistenza, ma si deve aver paura dei messaggi razzisti di chi punta ad assumere il potere per fare dell’Europa un continente chiuso, egoista e barbaro. Su questo tema registriamo un ”messaggio” lanciato da Vanni Capoccia che segnala due foto che stanno facendo il giro del Mondo. La prima è quella del neonato di cui si è parlato e la seconda è qella di una giovane pianista siriana che suona sotto la pioggia ad Idomeni al confine tra la Grecia e la Macedonia. Quel pianoforte ce l'ha portato Ai Wieiwei che non solo è uno dei più grandi artisti viventi, ma anche un attivista per i diritti umani, motivo per il quale è perseguitato in Cina. Ai Weiwei, commentando la performance ha detto che "l'arte sconfiggerà la guerra". Vanni Capoccia scrive: “ Continuo a non capire perché Perugia, la città di Aldo Capitini, non si mobiliti contro quello che succede in Iraq, in Siria, Libia ed anche a Lampedusa ed in Grecia organizzando subito una Marcia della pace da Perugia ad Assisi. Come dimostrano quel neonato, la pianista siriana ed Ai Weiwei il tempo per farlo, è ora. ”