Nuova legge elettorale: critico il consigliere Claudio Ricci

Parlamentari nominati dai partiti e non eletti dal Popolo
Politica

In relazione alla nuova legge elettorale,in discussione in Parlamento, Il consigliere regionale Claudio Ricci (Rp) interviene in modo critico, perché porterebbe al 100 per cento parlamentari nominati dai partiti e non eletti dal popolo ed innato senso ha spiegato  “se fosse votata anche dal Movimento Cinque Stelle sarebbe l'esatto contrario di quanto citava sinora: facciamo decidere tutto dai cittadini'”.
“Antichi proverbi – scrive Ricci - saggiamente ci ricordano che se si tira troppo la corda, alla fine si strappa. È quanto sta avvenendo nel silenzio più assordante, a parte qualche sussulto estemporaneo pseudo estivo. D'altronde i problemi sono tanti e passa inosservata la modifica di una Repubblica che, ormai, si sta allontanando dalla parola Democrazia,poiché le leggi elettorali sono solo 'su misura' per i Partiti. Le previsioni sono facili – spiega -: la legge dei nominati verrà approvata perché conviene a tutti mantenere il potere di nomina"
Dopo le elezioni non ci sarà modo di fare un governo stabile e politicamente efficiente e sarà un Parlamento di 'minoranze'. Due anni, al massimo,di stagnanti implosioni. Ritorno alle urne, con la 'corda', insieme alle condizioni socio economiche del Paese, che si sarà già spezzata, nel 2020 con le elezioni regionali. 
La spesa pubblica non sarà calata – prevede Ricci -,attualmente è 827 miliardi di euro all'anno e senza tagliare sprechi inefficienze di almeno 40miliardi di euro all'anno non ci saranno risorse vere per lo  sviluppo, meno tasse e più sostegni sociali. 
E nemmeno ci saranno i 23miliardi di euro per il terremoto del centro Italia”.
Il Consigliere Regionale invita dunque a “lavorare ad una nuova prospettiva, ad una Democrazia Civile che, a partire dai movimenti civici, popolari emoderati, sappia ricostruire il Paese dalle 'macerie politiche ed etiche,simili, anche se immateriali, a quelle del secondo dopo guerra. Buon lavoro per la nuova Repubblica con volti capaci di fare con saggezza ed esperienza e non con quei visi solo televisivi, declamati come il nuovo, che servono a poco se non sanno amministrare”.