“Piena solidarietà al vicesindaco di Deruta Giacomo Marinacci”

Nota dell'Associazione “Socialismo XXI Umbria”
Politica

Riceviamo e pubblichiamo nota dell'Associazione “Socialismo XXI Umbria”.

L’Associazione “Socialismo XXI Umbria” esprime la propria piena solidarietà al Vice Sindaco di Deruta Giacomo Marinacci le cui dimissioni da amministratore pubblico sono state chieste – con modalità assolutamente irrispettose – dal Popolo della Famiglia dell’Umbria, un Movimento che si contraddistingue per le sue posizioni fondamentaliste e conservatrici.

Crediamo comunque che, su un argomento così attuale, serio e sensibile, vada fatta un po’ di chiarezza.

La Corte Costituzionale, con propria sentenza n. 242, ha fissato dei limiti all'interno dei quali si "esclude la punibilità" di chi aiuta il suicidio liberamente e consapevolmente scelto nei casi previsti dagli articoli 1 e 2 della legge 219/2017, in strutture sanitarie pubbliche e dopo nulla osta del Comitato etico territorialmente competente.

La legge 219/2017 – all’articolo 1, tra l’altro - “tutela il diritto alla vita, alla salute, alla dignità e all’autodeterminazione della persona e stabilisce che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata, tranne che nei casi espressamente previsti dalla legge.

È promossa e valorizzata la relazione di cura e di fiducia tra paziente e medico che si basa sul consenso informato nel quale si incontrano l’autonomia decisionale del paziente e la competenza, l’autonomia professionale e la responsabilità del medico.

Contribuiscono alla relazione di cura, in base alle rispettive competenze, gli esercenti una professione sanitaria che compongono l’équipe sanitaria.

In tale relazione sono coinvolti, se il paziente lo desidera, anche i suoi familiari o la parte dell’unione civile o il convivente ovvero una persona di fiducia del paziente medesimo.”

L’art. 2 stabilisce che “Il medico, avvalendosi di mezzi appropriati allo stato del paziente, deve adoperarsi per alleviarne le sofferenze, anche in caso di rifiuto o di revoca del consenso al trattamento sanitario indicato dal medico.”

La proposta di referendum chiede che i cittadini si esprimano sulla parziale abrogazione dell’art. 579 del codice penale relativa alla reclusione da sei a quindici anni fino ad oggi ancora possibile per tutti i soggetti elencati dalla legge, abrogazione logicamente conseguente alla legge stessa e alla coerente decisione della Corte Costituzionale.

Questo è l’articolo 579 c.p.; sono sottolineate ed in corsivo le parole che si chiede di cancellare col referendum.

<<Chiunque cagiona la morte di un uomo, col consenso di lui, è punito con la reclusione da sei a quindici anni. Non si applicano le aggravanti indicate nell'articolo 61. Si applicano le disposizioni relative all'omicidio [575-577] se il fatto è commesso:

  1. contro una persona minore degli anni diciotto;
  2. contro una persona inferma di mente, o che si trova in condizioni di deficienza psichica, per un'altra infermità o per l'abuso di sostanze alcooliche o stupefacenti;
  3. contro una persona il cui consenso sia stato dal colpevole estorto con violenza, minaccia o suggestione, ovvero carpito con inganno.>>

I Socialisti dell’Associazione SOCIALISMO XXI SECOLO dell’Umbria invitano i cittadini a considerare la semplicità e linearità della proposta referendaria che si basa su considerazioni umanitarie e di giustizia concreta. La proposta referendaria scaturisce da una situazione evidente e non sono apprezzate le polemiche di chi utilizza inappropriati riferimenti religiosi, del tutto fuori tema.

Ognuno ha il diritto di esprimere la propria opinione al riguardo e invitare i cittadini a conoscere il quesito referendario e a sottoscriverlo.

Del tutto scorretto, quindi, è l’attacco rivolto al Vice Sindaco di Deruta Giacomo Marinacci, al quale si vorrebbe impedire l’esercizio di un suo diritto costituzionalmente garantito per raccogliere il consenso all’abrogazione delle parole relative alla reclusione.

I Socialisti apprezzano, invece, la sua azione e gli esprimono solidarietà e, altresì, apprezzano la risposta del Sindaco di Deruta Michele Toniaccini, che ha chiarito molto bene le competenze dell’Amministrazione comunale e i diritti dei singoli cittadini.

I Socialisti si augurano che questo triste episodio di pretesa censura sia presto archiviato tra le inutilità estremistiche di chi non sa che l’Italia è un Paese libero, laico e con una Costituzione che tutela ed invitano tutti i cittadini a firmare la proposta di referendum ‘per poter essere liberi fino alla fine’.