Crisi Regione – Salta anche "l'accordo" numero tre

Il gruppo Pd non discute la norma “cambia direttori” e tutto torna in alto mare. E i problemi di “governabilità ” aumentano
Politica

Di Ciuenlai - Non c'è due senza tre. Il detto vale anche per gli accordi saltati tra la maggioranza del Pd umbro che fa capo alla Governatrice Catiuscia Marini e la minoranza degli ex Mo – Dem che fa capo al Sottosegretario Giampiero Bocci.

Anche stavolta la chiusura della vicenda era stata data per certa. Negli ambienti vicini alla Giunta e lo stesso Assessore “supplente” Bartolini avrebbero dichiarato “a conoscenti, collaboratori ed amici di partito con soddisfazione”, la fine della crisi. Il primo atto della pace avrebbe dovuto compiersi nel corso dell'ultima riunione del gruppo consiliare. La Marini avrebbe dovuto portare in discussione una norma che avrebbe permesso all'esecutivo di poter operare cambiamenti e spostamenti nelle Direzioni Regionali e sanitarie. La proposta , che avrebbe permesso di modificare, fin da subito, l'attuale assetto, non sarebbe stata presentata, “abortendo” la discussione sul nascere.

Ma la cosa più preoccupante sarebbe successa dopo. Fonti provenienti direttamente da Palazzo Donini parlano di una situazione di stallo non dovuta “alla volontà della Presidente, che invece vorrebbe ricomporre la rottura”. Se le voci rispondono al vero, sono un'ulteriore dimostrazione di quello che andiamo sostenendo da tempo e cioè che la categoria dei “tecnici – politici” è in grado di condizionare pesantemente le scelte degli amministratori.

Eppure questo è un momento in cui il Governo Regionale avrebbe bisogno di unità e di compattezza. Sono in gioco questioni delicate e fondamentali come le vicende ambientali della “Terra dei Fuochi” in Valnestore e della discarica “Le Crete” di Orvieto, la crisi di un colosso come la Perugina, le cui produzioni storiche (leggi la Rossana) vanno in archivio e “L'evaporazione” dell'Aeroporto di Perugia, privato di gran parte delle sue rotte. Una Giunta , tendenzialmente di minoranza, ce la può fare a superare questo delicato momento?

E nel Pd comincia a crescere la fronda di quelli che pensano che sia arrivata l'ora delle scelte, come avrebbe detto qualcuno, “irrevocabili e impegnative per tutti”. Qui, fortunatamente, non c'è da dichiarare nessuna guerra. Si tratterebbe solo di chiedere, responsabilmente, a qualcuno di fare un piccolo (ma piccolo assai) passo indietro. Però è difficile se non impossibile perchè, come, mi ha ricordato il prof. Gianluca Ricci, “scegliere è sempre perdere qualcosa” (Italo Calvino).