Vertenza Perugina, l'intesa è legata ad un filo

La questione è che finora nessun dipendente in esubero ha aderito alle 81 opportunità di lavoro avanzate da aziende locali
Perugia

La vertenza Perugina forse ad una svolta, ma con il rischio di non trovare ancora una soluzione soddisfacente per le maestranze a rischio. In teoria si sarebbe arrivati al fatidico incontro fra dirigenti Nestlé e sindacati. Ma l'appuntamento nella sede perugina di Confindustria in programma domani 28 febbraio per cercare di risolvere una volta per tutte la questione dei 364 esuberi a San Sisto, è da confermare, visto che nella stessa giornata potrebbe andare in scena a Roma l'incontro richiesto da Regione e sindacati nazionali di categoria ai funzionari del ministero del Lavoro e a Nestlé per un'ulteriore analisi della possibilità di accesso alla cassa integrazione per i dipendenti che dovessero restare fuori dal piano sociale al quale l'azienda sta lavorando.
La questione che però potrebbe avere delle brutte ricadute sull'intera vicenda è il fatto che finora nessun dipendente Perugina in esubero ha aderito alle 81 opportunità di lavoro a tempo indeterminato avanzate da aziende locali disposte ad assumere chi lascerà San Sisto. Uscite incentivate da un contributo Nestlé di 30mila euro per il lavoratore e di 30mila euro per l'azienda che lo riassume. Con la copertura di questi 81 profili, i posti di lavoro scoperti rimarrebbero appena 22 rispetto ai 364 esuberi dichiarati da Nestlé: per 150 dipendenti è previsto infatti un contratto part time a 6 mesi con incentivo di 25mila euro a testa, 80 hanno aderito ad uscite volontarie con contributo di 60mila euro ciascuno e 31 sono interessati da prepensionamento.
Ma a questo punto se le disponibilità restassero zero vorrebbe dire che i dipendenti per i quali ragionare in termini di proroga della cassa integrazione per un anno sarebbero 103 e non più 22.
Il che lascerebbe presagire, ammesso e non concesso che la cigs sia una strada percorribile, un cammino terribilmente in salita. Senza di menticare che l'eventuale proroga di un anno della cassa integrazione per 103 lavoratori non risolverebbe il problema degli esuberi. Lo sposterebbe in avanti solo di un anno, mentre sull'altro piatto della bilancia resterebbero gli 81 posti di lavoro a tempo indeterminato disponibili e non sfruttati, che poi non saranno più disponibili perché andati ad altri.

Cinquanta di quegli 81 stipendi ad altrettanti dipendenti Perugina disposti a ricominciare fuori da San Sisto li metterebbe a disposizione Servizi associati, la cooperativa che fornisce a Nestlé logistica e movimentazione merci.