Vaccino obbligatorio per medici e infermieri

Anche in Umbria i cento no-vax ci ripensano e si mettono in fila
Perugia

Medici, infermieri, farmacisti: sono le categorie di lavoratori del settore sanitario che saranno obbligate a vaccinarsi. Lo prevede il decreto approvato dal consiglio dei ministri in vigore dal 7 aprile che fissa come data di scadenza per l’inoculazione il 31 dicembre 2021. Chi non accetta sarà trasferito negli uffici perché non potrà stare a contatto con altre persone. Nei casi più gravi si rischia anche la sospensione dallo stipendio. 
«Al fine di tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell’erogazione delle prestazioni di cura e assistenza gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario che svolgono la loro attività nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, farmacie, parafarmacie e studi professionali sono obbligati a sottoporsi a vaccinazione gratuita per la prevenzione dell’infezione da SARS-CoV-2». Nel decreto è inoltre specificato che «la vaccinazione costituisce requisito essenziale all’esercizio della professione e per lo svolgimento delle prestazioni lavorative rese dai soggetti obbligati».
La vaccinazione è somministrata nel rispetto delle indicazioni fornite dalle regioni, dalle province autonome e dalle altre autorità sanitarie competenti, in conformità alle previsioni contenute nel piano.
IN UMBRIA
In Umbria tra quelli che lavorano nelle strutture pubbliche o private i sanitari che si sono vaccinati sono più di 22mila (14mila sono dipendenti pubblici). Mentre risulta un centinaio il numero dei sanitari che si sono apertamente dichiarati contro il vaccino.
Ma, è notizia dell'ultima ora che anche questi cento, all’indomani dell’approvazione el Decreto-Covid da parte del Consiglio dei Ministri, pare si stiano muovendo per prenotarsi quanto prima e sottoporsi alla vaccinazione.
E così proprio in queste ore nei due ospedali di Perugia e Terni e nelle due Aziende sanitarie (dove le percentuali dei no-vaxi si aggirano intorno al 5%) è partita la corsa da parte di medici e infermieri per prendere l’appuntamento e farsi vaccinare.