Vaccino anti-Covid, poche dosi, tutto bloccato

“Se ci arrivano le dosi siamo pronti a vaccinare giorno e notte" – spiega Coletto
Perugia

L’Umbria, colpita per prima dalle varianti, non ha avuto ancora le 50 mila dosi in più assicurate sia dal vecchio che dal nuovo governo.
E dunque con le poche dosi di vaccino anticovid arrivate da Roma l’Umbria è costretta a bloccare tutto nei giorni di sabato e domenica prossimi.
  “Sabato e domenica dobbiamo fermarci – spiega la dottoressa Enrica Ricci, responsabile del piano vaccinale sulle colonne del Corriere dell'Umbria -, visto che le consegne sono settimanali e dovrebbero arrivare mercoledì, ma non c’è sicurezza. Non possiamo rischiare di non garantire le dosi di chi è prenotato per lunedì e martedì”.
“Se ci arrivano le dosi siamo pronti a vaccinare giorno e notte" – spiega Coletto

Una situazione stigmatizzata anche dall'Aduc (Associazione Diritti Utenti e Consumatori), che scrive: "Nei mesi scorsi, i media riportavano la polemica sul numero di dosi che le varie case farmaceutiche dovevano fornire all'Ue. Si era discettato sugli impegni rispettati, sulle fiale dalle quali si potevano ricavare dosi in più, ecc.

Alla fine del trimestre, considerato come primo termine per la fornitura delle dosi di vaccino, vediamo come è andata.

1. Vaccino Pfizer-Biontech: ha rispettato gli impegni, anzi, ha fornito maggiori quantità di dosi;
2. Vaccino Moderna: poco sotto gli impegni di fornitura;
3. Vaccino Astrazeneca (ora Vaxzevria): non rispettati gli impegni. Ha fornito solo il 25% delle dosi, cioè 30 milioni a fronte di 120 milioni promesse.

Il caso della britannica Astrazeneca è evidente. Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha dichiarato: "Ho il sospetto che alcune società si siano vendute le dosi due-tre volte". Non vogliamo sospettare, ma rileviamo che gli impegni assunti da Astazeneca, cioè quantità di forniture "al meglio", sono stati disattesi.
Servirà come monito per il futuro.

Nel frattempo, gli italiani continuano a pagare il prezzo degli errori della gestione del governo Conte2: dalle vaccinazioni a categorie sbagliate, al mancato confinamento nei primi giorni di febbraio, alla rinuncia di dosi del vaccino Pfizer, per non ricordare quelli della scorsa estate.

Errori che si pagano: oggi, per milione di abitanti, in Italia ci sono 1.811 decessi a fronte dei 917 della Germania. Il doppio".