Vaccini in Umbria, la campagna rallenta

Da 7500 a 5mila dosi giornaliere
Perugia

Il Messaggero fa il punto sulla questione dei vaccini Pfizer in Umbria. Rivelando che dopo le punte della scorsa settimana, chiusa con quasi 7.500 somministrazioni medie giornaliere, si è assistito ad una frenata della campagna vaccinale con poco più di cinquemila iniezioni lunedì e duemilaottocento ieri a metà giornata.
Questo nonostante oltre 35mila scorte che corrispondono ad una capacità di utilizzo del 94% che fa scivolare l'Umbria in ottava posizione in Italia. Intanto per i richiami Pfizer il giallo dei messaggini che anticipano la somministrazione.

Il Messaggero riporta i raccconti degli assistiti. Da una parte il disorientamento dei “vaccinandi” di fronte ai cambi di rotta sui farmaci, dall’altra i disservizi che compaiono talvolta sulla strada della profilassi.
Uno di questi una biologa nutrizionista che dopo essere arrivata a metà maggio all’appuntamento con la prima somministrazione, questa le viene spostata al 24. «Sorvolo sulla gente accalcata in fila con tanto di numerino e sul pomeriggio di lavoro perso», ha “denunciato” tramite il gruppo “In attesa di vaccino – Umbria”. Quanto al richiamo, posticipato in un primo tempo al 5 luglio, la dottoressa lunedì mattina ha ricevuto il messaggino con cui le è stato comunicato che avrebbe ricevuto la seconda dose lo stesso giorno alle 13. «Considerando che il punto vaccinale è a un’ora dal comune di residenza – racconta – mi sono precipitata annullando tutti gli impegni di lavoro. Arrivo, trafelata, con 10 minuti di anticipo e mi viene comunicato che c’è stato un errore dal server. Mi chiedo quanti come me lunedì hanno perso un’ora e più del loro tempo o del loro lavoro per questo fantomatico errore? Di chi è la responsabilità? Non poteva essere segnalata la cosa ed essere inviato (con lo stesso clic) un altro messaggio di rettifica? Chiedo scusa a tutti gli operatori che con devozione fanno bene il loro lavoro ma certi disservizi vanno segnalati».
Un altro caso analogo è stato segnalato da Ponte San Giovanni di Perugia dove un assistito ha raccontato che nonostante l’appuntamento posticipato al 5 luglio per la seconda dose Pfizer, lunedì ha ricevuto un sms col quale gli è stato comunicato che per motivi organizzativi la sua vaccinazione era stata anticipata alle 11,30. «Ho letto il messaggio alle 10,40 e mi sono precipitato al centro vaccinale di Ponte San Giovanni: forse c’è stata qualche rinuncia e il sistema ha richiamato il vecchio appuntamento», ha pensato. Invece, una volta sul posto l’addetto all’accettazione gli ha comunicato che il suo nominativo non era in elenco. «Ho quindi ricostruito il percorso di convocazioni, esortazioni alla puntualità, rinvii e infine ho mostrato l’ultimo messaggio ricevuto». La spiegazione ricevuta? «Il suo numero è rimasto nel computer e hanno fatto partire il messaggio che però è riferito al 5 luglio». Nel frattempo, ha raccontato Mirko, altre due persone si sono accodate, convocate inutilmente dal computer. Poi, c’è anche chi ha concluso il ciclo nel Lazio ma continua ad essere chiamato per la vaccinazione. «Ho disdetto l’appuntamento ma mi hanno riconvocata due volte», racconta Rita.