Campagna vaccinazione anti-Covid in Umbria, tocca ai 60enni

Una volta prenotatisi, nelle settimane successive, in base alla disponibilità dei vaccini, riceveranno un Sms con la data della vaccinazione
Perugia

Da oggi, lunedì 17 maggio, è possibile prenotare la vaccinazione anti Covid per la categoria 60-69 anni e a seguire procederà con fragili (classe 4), 50-59 anni e 40-49 anni. Ad annunciarlo sono stati l'assessore regionale alla Salute, Luca Coletto, e il commissario per la gestione dell'emergenza, Massimo D'Angelo.
Da oggi quindi tutti quelli che hanno da 60 a 69 anni potranno prenotarsi sul .
«In breve tempo – ha detto il commissario Massimo D’Angelo – cioè appena le forniture di vaccino ci mettono nelle condizioni di potere individuare una data, il sessantenne che si è prenotato sarà raggiunto da un messaggio ‘sms’ con la data, l’orario e il luogo della vaccinazione».

Il commissario D'Angelo ha spiegato che, "come accade in molte altre Regioni d'Italia", i cittadini della fascia 60-69 anni, circa 43 mila, verranno "presi in carico ed entro breve termine sarà data loro indicazione su giorno e luogo della vaccinazione".

"Progressivamente - ha aggiunto - mi auguro nel corso della stessa settimana, si procederà alla prenotazione per soggetti fragili e per la fascia 59-50 anni. Sono in corso interlocuzioni specifiche con medici di medicina generale e farmacisti e previste riunioni con tutte categorie professionali che possono garantire l'intervento vaccinale, affinché lo stesso sia reso più massiccio possibile e con tutte le professionalità a disposizione".

"Noi abbiamo tutta la programmazione fatta rispetto ai vaccini consegnati per tutto maggio. Se per caso in giugno salta la consegna di un solo giorno ci dobbiamo fermare", ha detto Coletto. "Se mancano i rifornimenti ci dobbiamo fermare" ha ribadito. "Se avessimo più dosi - ha aggiunto - evidentemente riusciremmo a vaccinare di più".

Riguardo al vaccino Pfizer e alla questione del richiamo, l'Umbria continuerà a garantirlo a 21 giorni dalla prima dose. Lo ha specificato il direttore regionale Salute e Welfare, Massimo Braganti. "Per una questione anche sanitaria piuttosto che medico-legale ci siamo attenuti alle disposizioni di Pfizer", ha spiegato. Aggiungendo che questa decisione ha portato "una qualche ricaduta sul sistema, che si era organizzato ad allungare gli appuntamenti per migliaia e migliaia di utenti".

L’orientamento al momento è quello di procedere con Astrazeneca per la categoria 60-69 anni e con Pfitzer per quella 50-59 anni. Ma su Astrazeneca c’è l’incognita delle forniture tenuto conto del mancato rinnovo del contratto e quindi di eventuali difficoltà che potrebbero insorgere da giugno sulla seconda dose. MEntre le farmacie si dovranno occupare di stoccaggio vaccini e prenotazioni, i medici potrebbero occuparsi delle inoculazioni. Tuttavia ci sono farmacisti che hanno concluso i corsi di formazione e sono pronti per vaccinare.

 Intanto a Perugia parte la protesta “Umbria maglia nera d’Italia”. 


 A dare vita alla protesta sono diversi 50enni e sessantenni, che da molto tempo sono impegnati a inviare lettere alla Regione Umbria e al Governo per ricevere risposte sui tempi certi del loro vaccino. Lamentano di non essere stati mai degnati di una risposta e ora si fanno sentire in altra maniera.

Bravi Cgil «Dai dati ufficiali della Regione – scrive Mario Bravi, Spi Cgil -, ci sono ancora da vaccinare 13 mila ultra 80 enni, su un totale di 87 mila, e 21 mila ultra 70 enni su un totale di 99 mila, per non parlare delle persone tra 60 e 69 anni, che ancora non hanno avuto nemmeno la possibilità di vaccinarsi e che sono almeno 70 mila. Riteniamo questa situazione assurda e inaccettabile, soprattutto perché eravamo considerati una regione ”benchmark”. Se questa situazione perdurasse ulteriormente, saremo costretti ad attivare tutti i percorsi di iniziativa e di mobilitazione necessari».