Coronavirus: incontro in Regione con i medici di medicina generale per vaccinazioni over 70

Assessore Coletto: “Portata in commissione salute la questione dello scudo penale”
Perugia

Definire i tempi e le modalità per un coinvolgimento massivo dei medici di medicina generale nella campagna di vaccinazione dei cittadini ricompresi nella fascia di età tra i 70 e 79 anni: questo l’obiettivo di un primo incontro che si è tenuto nel pomeriggio di ieri, lunedì 15 marzo, tra il direttore alla Salute della Regione Umbria, il commissario regionale per l’emergenza Covid Massimo D’angelo e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei medici di medicina generale.

Nel corso della riunione da parte dei medici di medicina generale è stata sollevata la questione del cosiddetto scudo penale per i medici vaccinatori e team vaccinali.

“Ancora una volta i medici di assistenza primaria hanno dato ampia disponibilità per organizzare interventi vaccinali capillari sul territorio regionale - ha spiegato l’assessore regionale alla Salute, Luca Coletto - Per la fascia di età compresa tra i 70 e i 79 anni, si potranno prevedere vaccinazioni presso i proprio ambulatori e nelle Aggregazioni funzionali  territoriali(AFT) grazie ad un accordo la cui bozza è in fase di definizione e sarà oggetto di un prossimo incontro”.

“I medici di medicina generale – ha proseguito l’assessore -  hanno già ampiamente dimostrato con gli ottimi risultati raggiunti durante la campagna di vaccinazione antinfluenzale, la loro grande professionalità unita anche a un elevato livello di organizzazione. Per la straordinarietà della situazione che richiede un loro ulteriore impegno nella campagna vaccinale, in Commissione Salute ho avanzato la proposta di dare copertura ai medici e a tutti i componenti dei team vaccinali per sollevarli dalla colpa grave visto che, una volta rispettate le linee guida e la raccolta dell’anamnesi ed è avvenuta la corretta somministrazione, non può essere imputata ai medici la responsabilità di eventuali effetti collaterali”.

“Sarebbe opportuno quindi – conclude l’assessore – che come Regioni, ci adoperassimo per proteggere i nostri medici e i team vaccinali che già stanno facendo tanto in questa fase di emergenza, proponendo una norma ad hoc”.