Al via le vaccinazioni per 5mila malati oncologici umbri

A partire da lunedì 29 marzo e verranno chiamati dai centri oncologici
Perugia

Con la pandemia legata al Coronavirus si è scoperto quanto sia efficace la prevenzione e dunque la necessità di mettere in campo strategie che possono aiutare a non farsi infettare; ma questo non dev'essere a scapito di altre categorie di pazienti, soprattutto di quelli oncologici, per i quali è di vitale importanza poter continuare i percorsi di screening, di cura e di follow up, che invece in molti casi si sono interrotti.
Tant'è che nel frattempo il cancro ha continuato a imperversare e a mietere vittime: i dati dimostrano che gli screening e i controlli medici si sono ridotti e le previsioni di mortalità sono, per questo motivo, molto più alte rispetto agli anni precedenti.
Nella provincia di Perugia, dove in special modo il Covid ha colpito duro, si registrano gravi ripercussioni sull'intera attività ospedaliera, che anche per colpa dei numerosi contagi registratisi nei reparti cosidetti “bianchi”, ha portato la struttura a blindare e a fermare tutta l'attività sanitaria ordinaria e programmata.
Un “blocco” che ha riguardato anche l'oncologia, con la drammatica conseguenza di avere delle ripercussioni sui tanti malati di tumore in questo momento “abbandonati” al loro destino.
A lanciare l'allarme è stato prima di tutti su questa testata Giuseppe Caforio, presidente dell'Aucc, l'associazione umbra contro il cancro.
«Le campagne di screening e le terapie in atto sono fondamentali e non vanno rimandate o saltate - afferma l'avvocato Caforio - perché non v'è dubbio alcuno che i malati oncologici sono più a rischio, insieme a tutti i pazienti immuno-compromessi e affetti da altre gravi patologie non oncologiche. Ci è d'obbligo sottolineare il fatto che siamo in una situazione di grave ritardo sia nell'attività diagnostica che in quella terapeutica. E se da un lato comprendiamo la gravità eccezionale del momento va ribadito che le patologie oncologiche non aspettano e che dovrebbero avere pari dignità se non addirittura un maggior grado di attenzione. Ritardare le diagnosi in questo caso può determinare effetti nefasti».
Un appello che a quanto sembra ha avuto il suo effetto positivo, in quanto è stato deciso in queste ore che i 5.000 malati oncologici umbri dovranno essere vaccinati a partire da lunedì 29 marzo. Tali pazienti verranno chiamati dai centri oncologici, a partire dai centri degli ospedali di Perugia, Terni, Città di Castello, Foligno e Spoleto. La vaccinazione avverrà  in ospedale. 
Le prenotazioni per tutti gli altri soggetti fragili che sono 80.000 nella nostra regione sono state fatte slittare dall’1 al 6 aprile.