Usura, un male che si cura con l'informazione

Se ne è parlato ad un convegno promosso dalla Uilca
Perugia

di M.C.

C'è un'Umbria malata di usura. Le banche concedono sempre meno prestiti, sono diventate sempre più esigenti, rigorose, per certi versi inaccessibili ai più, e dunque c'è un esercito di persone, imprenditori, ma anche semplici cittadini, che ricorre al prestito fuori controllo.
Prendere i soldi a “strozzo” è un fenomeno patologico che si va diffondendo sempre più e che vede protagonisti loschi figuri senza scrupoli che in cambio di denaro contante da restituire a scadenza precisa, si fa pagare in maniera esagerata. Una triste forma di speculazione che fa leva sul bisogno, sulla necessità imminente di poter disporre di contante. Un ricatto bello e buono che alla fine finisce per ripercuotersi solo sul malcapitato che si è ritrovato a chiedere perché disperato e affranto.

Di tutto questo, del mondo del credito e di come si svilupperanno le nuove forme di accesso ai finanziamenti, se ne è parlato al convegno “Banche vs cittadini, la comunicazione non c'è”, tenutosi giovedì 12 ottobre presso l'aula magna della facoltà di Scienze Politiche ed Economia dell'università di Perugia.
Ad organizzare l'incontro è stata la Uilca Uil in collaborazione con l'Ordine dei giornalisti dell'Umbria, il Caf regionale Uil e la Radio Vaticana.

Gli argomenti trattati sono stati molteplici a cominciare dalla necessità di più comunicazione, di più trasparenza e soprattutto di maggiore vigilanza. A tale proposito è intervenuto anche Alberto Bellocchi, presidente della fondazione Umbria contro l'usura, che partendo dai mali di cui soffre la Giustizia, ha ricordato prima di tutto l'aggressione di qualche giorno fa avvenuta al tribunale di Perugia: “Nessuno dei palazzi della giustizia a Perugia è in sicurezza, fatta eccezione per il tribunale ex Enel”.

È stato poi reso noto come in Umbria i soggetti colpiti da usura siano in crescita. E a proposito il presidente Bellocchi ha dichiarato che alla base di tutto questo c'è una “mancanza di educazione finanziaria”.

Anche il segretario generale Uilca Umbria, Luciano Marini, si è trovato d'accordo con tale affermazione, aggiungendo che “l'Italia è agli ultimi posti nella graduatoria internazionale per formazione e preparazione finanziaria”.

L'intervento conclusivo è stato condotto dal professor Luca Ferrucci dell'Università di Perugia, che ha parlato del tessuto bancario sul territorio umbro che ha visto negli ultimi tempi estinguersi numerose banche locali a favore di grandi gruppi “che privilegiano il credito le imprese solide, che allungano i tempi decisionali per la concessione di mutui e che difficilmente sostengono le iniziative culturali”.

Un quadro che non fa ben sperare proprio perché esclude dall'accesso al credito regolare una quota di utenti e di persone sempre più grande, e per certi versi più debole e aggredibile da chi ha fatto dell'usura la prima fonte di sostentamento.