L'Università di Perugia è prima in scienze chimiche

Le valutazioni dell'agenzia ANVUR sulla qualità della ricerca
Perugia

Il professor Francesco Tarantelli, coordinatore della Commissione permanente del Senato Accademico "Ricerca Scientifica" dell'Università degli studi di Perugia ha così commentato le valutazioni dell'agenzia ANVUR che ha indicato l'Università di Perugia prima nelle scienze chimiche: “E’ la stagione della valutazione della ricerca universitaria, con il rapporto VQR 2011-2014 (Valutazione della Qualità della Ricerca per gli anni 2011-2014) fresco di stampa. L’Ateneo di Perugia dà bella prova di sé presentando prodotti per la valutazione in tutte le sedici aree scientifiche in cui il sistema universitario suddivide i saperi. In termini di partecipazione al processo l’Ateneo di Perugia supera di quasi quattro punti percentuali la media nazionale, presentando per la valutazione 1895 prodotti della ricerca sui 1975 prodotti attesi dall’Agenzia per la Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR) che ha operato la valutazione. Gli indicatori quantitativi che l’ANVUR ha messo a punto per stilare le classifiche di qualità evidenziano che, complessivamente, la qualità della produzione scientifica UniPG migliora rispetto alla VQR precedente (2004-2010). Per ben 10 aree scientifiche su 16, la valutazione è superiore alla rispettiva media nazionale e una delle aree, quella delle Scienze Chimiche, conquista il primo posto nazionale nel segmento dimensionale di appartenenza. Altre 5 aree disciplinari (l’Ingegneria Civile, le Scienze Psicologiche, le Scienze Fisiche, le Scienze Mediche e le Scienze della Terra) si collocano nel top 30% delle rispettive graduatorie e 5 aree (Scienze Chimiche, Ingegneria Civile, Scienze Agrarie e Veterinarie, Scienze Economiche e Statistiche, e Ingegneria Industriale e dell’Informazione) migliorano di oltre il 30% la loro posizione in graduatoria rispetto alla passata valutazione. Un’ulteriore conferma della qualità scientifica dei ricercatori dell’Ateneo emerge dal fatto che ben 11 discipline su 16 (rispetto a solo 7 nel 2004-2010) hanno presentato una frazione di prodotti di eccellenza (che significa prodotti collocati nelle due migliori classi qualitative) superiore alla media nazionale”.