Caso Suarez, per i pm “I vertici dell'UniStra usavano i loro incarichi istituzionali come merce di scambio”

“Questi veramente pensano che l’Università è una cosa loro e possono fare quel che gli pare”, diceva un docente dell’Università per Stranieri intercettato
Perugia

“Nel piccolo Ateneo perugino sembra una prassi reiterata, a tratti quasi normale quella di esercitare le funzioni istituzionali perseguendo fini diversi e personalistici, utilizzando gli incarichi accademici come merce di scambio per ottenere o concedere piccoli e grandi favori” scrive il Procuratore, Raffaele Cantone, nella richiesta di misura cautelare firmata insieme ai sostituti, Paolo Abbritti e Gianpaolo Mocetti.
Come riferisce oggi il : “L’attuale governance dell’Ateneo - si legge ancora nelle 48 pagine in cui la Procura chiedeva i domiciliari per la Rettrice, Giuliana Grego Bolli, il dg, Simone Olivieri e la professoressa Stefania Spina - non ha mostrato alcuna remora a piegare le procedure e le regole pur di favorire un personaggio famoso e una squadra di calcio, così come non ne ha avuto alcuno ad alterare le procedure di selezione dei professori ordinari e dei dottorandi dell’Ateneo”.
Sì perché nella richiesta dell’accusa ci sono pagine e pagine in cui si parla non solo dell’esame farsa di Suarez (che potrebbe non essere stato l’unico come suggerirebbe il caso della moglie rumena di un dipendente dell’azienda agricola di famiglia di un docente di UniStra per cui era stato chiesto un occhio di riguardo), ma anche di concorsi per docenti e dottorandi per cui ci sarebbero stati “indebiti condizionamenti da parte degli attuali vertici di UniStra”.
In particolare, secondo quanto narrato negli atti d’accusa - si tratta di episodi per cui sono in corso ulteriori indagini, e scaturiti da esposti del precedente Dg UniStra, Cristiano Nicoletti - per quattro concorsi banditi a dicembre 2019 gli indagati avrebbero favorito candidati interni. Stando alla ricostruzione della Procura solo 3 su 4 si sono aggiudicati il concorso e il fatto che fossero preconfezionati per loro lo dimostra - è sempre il teorema della magistratura - che i 3 interni sono stati assunti, la quarta esterna no: la chiamata è stata rimandata sine die tanto che la docente di Torino ha proposto ricorso. Non solo i docenti, ma anche i dottorandi. A settembre erano state avviate le procedure. “La professoressa Spina - scrivono i pm - ha esercitato pressioni per favorire i suoi due protetti”. Anche questo, puntualizzano i pm, “potrebbe integrare nuove ipotesi di reato in fase di accertamento”. In particolare, Spina aveva chiesto alla Prorettrice, Dianella Gambini la stessa che il 6 ottobre scorso si è spontaneamente presentata in Procura per segnalare di aver ricevuto delle pressioni dalla professoressa Spina.
“Spina - sta scritto agli atti - si è presentata a casa della gambini per indurla a modificare i verbali già approvati in commissione così da fare in modo che la vincitrice non risultasse più quella decisa, per evitare di essere accusata di averla favorita. Gambini si sarebbe rifiutata e avrebbe fatto lo stesso quando è stata convocata dalla rettrice per lo stesso motivo”.
Alla base della richiesta di misura cautelare ci sono anche queste indebite ingerenze che denotano l’assenza di “remore a commettere ulteriori illeciti, anche avvalendosi del ruolo e l’influenza che hanno su colleghi e sottoposti”.
“Questi veramente pensano che l’Università è una cosa loro e possono fare quel che gli pare”, diceva un docente dell’Università per Stranieri intercettato e poi ascoltato dai magistrati perché “oggetto di pressioni indebite” da parte di Olivieri.