Umbrialeft: I lavoratori umbri non sono cavie, bene Cgil Cisl Uil

Presa di posizione dell’associazione culturale rispetto alla riapertura di attività economiche
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Perugia

“Sosteniamo la presa di posizione di Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria che hanno espresso viva preoccupazione per il continuo susseguirsi delle associazioni imprenditoriali di richieste di riaperture anticipate di attività economiche, in netto contrasto con le normative nazionali, come se la drammatica epidemia, che a oggi ha ucciso più di 60 persone in Umbria e circa 27mila in Italia, fosse già un ricordo lontano”. È quanto rende noto l’associazione culturale Umbrialeft, rappresentata da Stefano Vinti.

“È, invece, opportuno ribadire – sottolinea Umbrialeft – la necessità di sapere urgentemente se tutte le imprese siano già pronte con i dispositivi di sicurezza, i test, le misurazioni della temperatura e l’organizzazione dei distanziamenti, cioè se tutte le modalità della ripartenza sono state predisposte al fine di salvaguardare la salute di chi lavora, come da accordi sottoscritti pochi giorni fa. La salute è un diritto inalienabile e prioritario rispetto al profitto, e giustamente i ‘lavoratori dell’Umbria non vogliono essere cavie di nessun esperimento’. Il problema principale oggi non è quando si riapre, in quanto già deciso, mail come si riapre”.