Umbria arancione, ecco cosa si può fare

Da domani, inoltre, scuole in presenza fino alla prima media, tutti gli altri in Dad almeno fino all’11 aprile
Perugia

L’Umbria da oggi torna in zona arancione e se contagi e ricoveri continueranno a diminuire, dal 20 aprile il Governo potrebbe ridurre ulteriormente le limitazioni su sport, palestre, bar, ristoranti e spostamenti. Ma soprattutto si ipotizza la riapertura di cinema e teatri. Per arrivare a maggio con un graduale ritorno alla socialità, seppur con dei limiti, che potrebbe essere esteso a tutto il Paese.
Da martedì 6 aprile Abruzzo, Basilicata, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Sardegna, Sicilia, Umbria e Veneto e alle Province autonome di Bolzano e Trento sono in zona arancione. Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana e Valle d'Aosta, invece, sono in zona rossa. 

Da domani, inoltre, scuole in presenza fino alla prima media, tutti gli altri in Dad almeno fino all’11 aprile. Tutti i negozi sono aperti, compresi parrucchieri, barbieri e centri estetici, mentre i centri commerciali restano chiusi nel fine settimana.
Mercoledì 7 aprile in Umbria entrerà in vigore anche la nuova ordinanza della presidente della Regione, Donatella Tesei. Tra le principali novità introdotte, sottolinea la Regione Umbria in una nota, c'è quella che dispone che "si svolgeranno in presenza sino all’11 aprile i servizi educatici e le scuole dell’infanzia (0-6 anni), le lezioni delle scuole Primarie e il primo anno delle scuole Secondarie di Primo grado su tutto il territorio regionale. Le altre lezioni si svolgeranno a distanza". “

ECCO COSA SI PUO' FARE

Visite a parenti o amici una sola volta al giorno e sempre in non più di due persone all’interno del comune di residenza; vietati gli spostamenti al di fuori del proprio comune, ammessi nel raggio di 30 chilometri solo per chi vive nei comuni più piccoli, con meno di 5mila residenti, con il divieto però di recarsi nei capoluoghi di Provincia.

CONFERMATO IL COPRIFUOCO

È vietato uscire di casa dalle 22 alle 5. Il divieto non vale in caso di lavoro, salute o necessità. Bar e ristoranti restano chiusi: possibile solo l’asporto, fino alle 18, e la consegna a domicilio, fino alle 22 e solo per i ristoranti.

FUORI REGIONE

Restano vietati gli spostamenti tra le Regioni, a meno che non si abbia una seconda casa. La mobilità è consentita solo per motivi di lavoro, salute e necessità. Sarà sempre possibile rientrare alla propria residenza, domicilio o abitazione.