Ad agosto boom di turisti in Umbria

Dati incoraggianti, ma ancora la normalità è lontana
Perugia

Simone Fittuccia, presidente di Federalberghi, si dice soddisfatto per le presenze turistiche che si stanno registrando ad agosto in Umbria. Il bilancio della stagione dopo il lockdown resta sempre in profondo rosso, però, con l’Appennino provvisoriamente ripopolato dai visitatori, le città d’arte insolitamente affollate nonostante le elevate temperature e gli agriturismi collinari in gran fermento, l’associazione di categoria ha effettuato una ricognizione su tutti i territori per misurare il polso degli operatori economici e «ovunque – spiega il rappresentante degli albergatori – rileviamo elevate presenze turistiche, dalla Bassa Umbria, quindi Terni, Narni, Orvieto e Todi fino a Spoleto, salendo per Gubbio e anche Perugia».

 “La cosa positiva – dice il presidente Simone Fittuccia – è la volontà eroica degli imprenditori di questo settore di resistere, nonostante tutto. Segnali di ripresa ci sono, ma sono davvero troppo timidi per dire che va tutto bene”.
A fronte di un 14% di imprese che non ha mai chiuso i battenti, c’è un altro 14% che non ha ancora riaperto, e la metà di queste imprese non riaprirà prima del 2021. Quasi la metà (44,3%) delle imprese del campione Federalberghi (circa 100 sul totale delle 500 attività alberghiere attive in Umbria) denuncia un tasso di occupazione medio nel mese di giugno sotto il 25%; un ulteriore 10,1% tra il 26 e il 40%. Su due elementi tutte le imprese del campione di Federalberghi sono concordi: la quasi totale assenza dei turisti stranieri e la totale scomparsa del turismo organizzato. Ci si affida invece, in grandissima parte, alla prenotazione last minute, che certamente non aiuta le imprese a programmare la gestione della propria attività. Altro dato preoccupante quello relativo alla permanenza media, che per oltre il 70% del campione è di una o al massimo due notti.

E’ sulle previsioni per l’immediato futuro che si gioca la partita dei primi, piccoli, segnali di ripresa. Quasi il 60% del campione prevede di arrivare al 40% di occupazione media della propria struttura nei mesi di luglio e agosto. Ancora troppo poco per ridare fiato alle imprese più colpite dall’emergenza economica dovuta al Covid-19. Sta crescendo, intanto, il numero degli alberghi che dichiarano di voler accettare i buoni vacanza attivati dal governo: al momento in Umbria sono il 51,9%.