Maxi-truffa, vittime anche imprese umbre

Tra i danneggiati anche una ditta di Assisi e una partenopea con affari nel Ternano
Perugia

La procura di Livorno indaga su un sodalizio criminale che, a vario titolo, si fingeva interessato all'acquisto di immobili di pregio dietro mandato di fantomatiche società estere o a concedere prestiti di denaro.
Nel mirino degli inquirenti una ditta assisana a cui erano state ordinate forniture di materiale edile per un costo di circa 80mila euro, pagate con assegni bancari impossibili da riscuotere. Ma anche un'impresa di costruzioni partenopea interessata ad un'operazione immobiliare ad Arrone (Terni) e ingannata da sedicenti finanziamenti sul mercato londinese nella lista delle oltre 50 vittime di un gruppo di truffatori operanti soprattutto in Toscana.  Prospettando agli ignari malcapitati un vantaggioso «perfezionamento delle transazioni», venivano chiesti anticipi di denaro per costituire società di diritto anglosassone, per poi sparire con i soldi.
Come scrive oggi La Nazione, nella rete dei truffatori anche il titolare di un'attività di costruzioni a cui viene proposto un affare immobiliare ad Arrone come costruttore edile. Ed è qui che sarebbe entrato in gioco colui che, secondo gli inquirenti, è tra gli artefici e promotori dell'organizzazione truffaldina: un 41enne di Piombino finito in carcere. Presentandosi come responsabile di una società londinese autorizzato a finanziare fino a 20 milioni di euro per singola operazione, avrebbe così paventato al costruttore la possibilità di avere finanziamenti sul mercato londinese, ma che per ottenerli doveva costituire quattro società inglesi Ltd per 'un importo di quasi 25mila euro l'una. Dopo varie traversie, arriverà a capire di essere stato truffato e presenterà querela alla Guardia di Finanza di Napoli. La procura della città partenopea ha poi trasmesso il fascicolo al pm di Livorno, titolare delle indagini.