Il finanziere Giuseppe Martucci è stato condannato a tre anni di reclusione con l'accusa di concussione

Il militare è accusato di aver intascato decine di migliaia di euro da imprenditori soggetti a ispezione fiscale
Perugia

Il finanziere Giuseppe Martucci è stato condannato a tre anni di reclusione con l'accusa di concussione. Questa la sentenza firmata dal collegio presieduto da Matteo Cavedoni nei confronti del militare a cui venivano contestati quattro distinti episodi, avvenuti tra il 2003 e il 2010. Per il primo, il tribunale ha dichiarato avvenuta la prescrizione, mentre per gli altri ha accolto le accuse mosse dal procuratore aggiunto Giuseppe Petrazzini, che aveva chiesto una condanna totale a sei anni e sei mesi. Con la concessione delle attenuanti, la sentenza è stata quindi decisamente più leggera. 
Martucci, che negli anni ha sempre ribadito con forza la correttezza del proprio operato, è stato condannato anche al pagamento di una provvisionale di diecimila euro per ciascuna parte civile, rappresentate dagli avvocati Giuseppe Innamorati, Massimiliano Manna e Michele Rotunno. Per questi stessi fatti, qualche mese fa Martucci era stato già condannato dalla Corte dei conti a risarcire l'erario per un danno da tangente da 75mila euro, quello che per i giudici contabili era l'ammontare di quanto «illecitamente ricevuto dagli imprenditori da lui sottoposti a verifica fiscale». Anche secondo la procura della Corte dei conti, tra testimonianze e i flussi di danaro sui sui conti correnti, era «comprovata l'effettiva percezione» dei soldi da parte del militare e i giudici avevano sottolineato «il comportamento del dipendente infedele consapevolmente attuato per fini egoistici, in assoluto spregio dei doveri inerenti alla funzione». Ma la stessa Corte lo aveva assolto per il danno da disservizio, per la tentata concussione per cui era già finito nel mirino della procura penale.