Incertezza nel trasporto pubblico locale, i sindacati aprono la vertenza

Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Faisa-Cisal dell’Umbria denunciano assenza di politiche
Perugia

“Sul fronte del trasporto pubblico locale, in un quadro già estremamente complicato a causa dell’emergenza sanitaria, permangono grandi incertezze per il futuro che ci hanno portato inevitabilmente ad aprire una vertenza nei confronti di Regione e azienda Busitalia”.

È quanto hanno annunciato le segreterie regionali umbre di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Faisa-Cisal, riunite online, in conferenza stampa, lunedì 23 novembre.

“A oggi – spiegano le organizzazioni sindacali –, l’Agenzia regionale dei trasporti non è ancora partita, con conseguente perdita del recupero dell’Iva per l’anno 2020; si avvicina, inoltre, il termine indicato per indire la gara e, praticamente, ancora non sappiamo nulla sulla stessa, sulla mole dei servizi interessati e su come verrà costruita l’agenzia stessa.

Mentre a livello centrale il Governo comunica di aver trasferito alle Regioni le quote relative al Fondo nazionale trasporti, in Umbria l’Azienda continua a lamentare il mancato pagamento di servizi inerenti l’anno in corso e quelli passati.

Lo stesso Ministero dei trasporti, per bocca della ministra Paola De Micheli, ha illustrato un piano importante per il settore, fatto di investimenti, innovazione e rinnovo del parco mezzi. Non vorremmo che l’Umbria perdesse questa importante occasione per gli anni futuri. Sul fronte ex Fcu permangono enormi incertezze sulla reale volontà di far rilanciare il servizio”.

“Ci sembra che la Regione – concludono i sindacati –, oltre a coltivare pessime relazioni sindacali, non abbia un piano chiaro sul fronte trasporti e men che meno sul Tpl, delegando completamente le politiche dei trasporti all’Azienda Busitalia.

Non è quello di cui ha bisogno la nostra Regione. La nostra Regione ha bisogno di un piano chiaro sui trasporti e ancor più sul Tpl, di una politica che decida e governi.

I silenzi, le ambiguità e la poca chiarezza fin qui dimostrata dall’assessorato competente ci preoccupano non poco e l’Azienda, di fronte a tale clima di incertezza, ha di fatto ritenuto utile bloccare gli investimenti previsti. Pertanto, se non arriveranno risposte dal tavolo aziendale attualmente aperto e da quello che speriamo di aprire con la Regione a breve, siamo pronti alla mobilitazione quanto prima”.

Per dare un quadro completo della difficile situazione del comparto Tpl i sindacati hanno ricordato come l’anno fosse “partito con la comunicazione, frammentaria e incompleta, di nuovi tagli da parte della Regione.

Successivamente la vicenda covid e il relativo lockdown hanno colpito con durezza il settore, causando una riduzione del servizio anche del 70 per cento, con l’inevitabile ricorso agli ammortizzatori sociali per garantire salario e occupazione.

Sempre nel corso dell’anno, ci siamo trovati a gestire una riapertura delle scuole con i relativi servizi scolastici da svolgere, in un clima di caos e grande incertezza, con discussioni non esaustive, concentrate spesso unicamente sul solo indice di riempimento dei mezzi”.