“La valle dell’Eden” di John Steinbeck sul palco del Morlacchi

Da venerdì 27 novembre a domenica 1 dicembre. Una messinscena evento, composta di due parti, curata da Antonio Latella
Perugia

Al teatro Morlacchi di Perugia va in scena da venerdì 27 novembre a domenica 1 dicembre, “La valle dell’Eden”, per la regia di Antonio Latella, che torna così al mondo americano, dirigendo il capolavoro della narrativa d’oltreoceano di John Steinbeck, in una messinscena evento, composta di due parti.
Un’opera teatrale che riflette sugli interrogativi, i timori e le speranze del nostro tempo, mettendo al centro la parola: quella del grande scrittore e quella data in voce, vibrante sul palco, in lotta tra creazione e responsabilità umana.

L’adattamento della drammaturga Linda Dalisi, costruito insieme a Latella, si concentra sul percorso di vita di Adam Trask, figlio di un padre che lo costringe ad arruolarsi e andare in guerra, fratello in disputa nell’affrancamento dai legami familiari, poi marito desideroso del suo Eden, infine egli stesso padre di due figli.
La storia attraversa tre generazioni (nel passaggio di secolo tra ’800 e ’900) e si svolge per lo più nella valle del Salinas, in California, sullo sfondo dell’utopica corsa all’Ovest.
Adam Trask oltrepassa i nodi cruciali dell’incontro con Cathy/Kate, dell’amicizia con il cuoco cinese Lee e Samuel Hamilton, scontrandosi e affondando nell’infinito il dilemma della lotta, interna all’essere umano, tra il bene e il male.
L’indagine che attinge alla storia biblica dei nostri più remoti antenati, Caino e Abele, fino all’esilio di Caino nella “terra di Nord, a Est di Eden”, accompagna tutto il lavoro, insieme al confronto con l’eredità ricevuta e consegnata.

Una pièce speciale, che è il frutto del confronto serrato tra letteratura e teatro, un kolossal che mette al centro la parola.

Esiste l’Eden? È mai esistito? Esisteva l’Eden prima che l’uomo avesse il dono di dare il nome alle cose? In quell’Eden dove il giorno e la notte erano sipario di un atto creativo fuori da ogni comprensione umana, un Dio creò il Tutto, da solo lo creò. Oggi mi chiedo: perché lo creò? Perché il Dio che tutto sa creò l’imperfezione al centro del suo Eden?

“Queste le domande che trovo al centro di questo meraviglioso romanzo, in un’epopea che non ha eguali” - commenta Latella.

Che afferma ancora: «John Steinbeck con “La valle dell’Eden” segna il suo capolavoro letterario. Ogni pagina ci parla di creazione e di sconfitta eterna. Ogni pagina ci racconta di famiglia, di padri, di figli, di fratelli, di gemelli. Ogni riga ci ricorda che le madri non ci sono, le madri muoiono, le madri si suicidano, le madri rinnegano i figli e peccano, e la sola madre presente è la Terra, che partorisce pietre, e che anche quando è fertile non si fa fecondare».
Interpreti: Michele Di Mauro, Christian La Rosa, Emiliano Masala, Candida Nieri, Annibale Pavone, Massimiliano Speziani, Elisabetta Valgoi. Scenografia di Giuseppe Stellato. Costumi Simona D’Amico. Musiche e suono Franco Visioli. Luci Simone De Angelis. Assistente alla regia Brunella Giolivo. Produzione: Emilia Romagna Teatro Fondazione; Fondazione Teatro Metastasio di Prato; Teatro Stabile dell’Umbria.

“La valle dell’Eden” è un progetto composto da due distinti spettacoli. Mercoledì e giovedì verrà presentato il primo, venerdì e sabato il secondo e la domenica entrambi.