La professoressa Susanna Esposito lascia Perugia per Parma

Cacciata dal capoluogo umbro dalla banda della sanità
Perugia

Ecco il suo addio agli umbri: “Da oggi eccomi a pedalare per Unipr. Ho scelto di affrontare una nuova sfida in una Regione che è la locomotiva d’Italia, in una città capitale della cultura 2020, in un’Università ai vertici nazionali per la qualità, in un Ospedale pediatrico con un progetto di eccellenza fortemente voluto dalla città di Parma e dai sostenitori privati. Contenta di cambiare libro con la forza e la sicurezza interiore necessarie per affrontare un progetto alto, per cercare di farmi apprezzare e per conquistare la fiducia di chi incontrerò per la mia integrità e le mie competenze. Le ruote di una bicicletta sono come le lancette di un orologio: girano lentamente ma possono andare lontano rotolando verso il futuro senza fretta! Buongiorno , buongiorno a tutti da ”.

La professoressa Esposito era stata sospesa fino a dicembre del 2018 dal suo incarico di direttore della clinica pediatrica dell'ospedale di Perugia, ma, di fatto, non era più tornata a ricoprire il suo ruolo. Una sospensione che aveva subito denunciato come atto ritorsivo nei suoi confronti, in relazione alla valutazione di un medico non fatta dalla Esposito.

Dall’indagine scaturita dalle denunce della professoressa Esposito, dalle intercettazioni sono emerse le strategie attuate dalla dirigenza, in particolare da Duca, Valorosi e Pacchiarini per controbattere alle accuse della Esposito.

L’origine del contrasto sarebbe nate dalla presenza del professor Orlacchio, associato di genetica medica, nel reparto di pediatria, nonostante le sue competenze non avessero nulla a che fare con quel reparto.


Susanna Esposito era giunta a Perugia da Milano, accolta molto bene e con grande risonanza, anche mediatica, proprio per le sue competenze e per il suo curriculum internazionale (recentemente è entrata nel ristretto gruppo delle migliori scienziate italiane). Dopo pochi mesi, però, la situazione si era ribaltata, con il provvedimento di sospensione. Al termine della quale non era stata reintegrata, neppure dopo quanto emerso nell'ambito dell'inchiesta penale. Con il trasferimento a Parma della professoressa Esposito perdono la sanità umbra, ma soprattutto i cittadini e i pazienti.