Il nuovo Curi, stadio da 35 milioni di euro con 14mila posti

Faccia a faccia a Roma fra Comune e Cassa Depoisti. Si ragione su un impianto in grado di ospitare anche i concerti
Perugia

Il nuovo stadio di Perugia si può fare.
Come scrive oggi , siamo ancora agli albori di un progetto, ma intanto ieri a Roma in via Goito numero 4, nella sede di cassa depositi e prestiti capitanata da Riccardo Maria Ardizzone, sono state poste se non altro le basi ‘economiche’ per realizzare l’impianto, il nuovo impianto che dovrebbe sorgere a Pian di Massiano, nella zona dove attualmente sono situati i campi di allenamento, con il contestuale abbattimento del ‘Renato Curi’. All’incontro hanno partecipato il sindaco Andrea Romizi, l’assessore allo Sport ed al Commercio Clara Pastorelli, il Segretario generale Francesca Vichi, il dirigente dell’Area servizi finanziari Dante De Paolis e quello dell’Area beni culturali e impianti sportivi Fabio Zepparelli. Si è trattato di un incontro tecnico ancor prima che politico e istituzionale, l’esito non poteva che essere interlocutorio ma già questo è un risultato importante: Cassa Depositi e Prestiti non ha chiuso al Comune di Perugia la porta in faccia, anzi, ne è scaturito uno studio di pre-fattibilità con numeri e cifre importanti. La prima: 35 milioni di euro, che il Comune dovrà mettere sul piatto in soldi pubblici, sia pure anticipati da Cassa Depositi e Prestiti con il contributo del Credito Sportivo (era presente il presidente Abodi) e magari del Governo, in considerazione dei fondi in arrivo per l’impiantistica sportiva grazie allo ‘sblocca-stadi’ nel decreto semplificazioni. Una cifra importante per costruire una piccola ‘bomboniera’ polifunzionale (adatto anche ai concerti) da appena 14.000 posti sul modello dell’attuale ‘Stirpe’ di Frosinone. Gli esiti dell’incontro saranno ulteriormente approfonditi nel giro di un paio di settimane: si prevede un settembre caldo con incontri in videoconferenza tra i tecnici perugini e romani per stabilire quanto dell’area dedicare alle attività commerciali, se e come inserire uffici comunali, spazi universitari e quant’altro.
Tutte ipotesi progettuali che dovranno essere compatibili con il Piano Regolatore. Di sicuro l’eventuale nuovo impianto, la cui realizzazione viene considerata più fattibile rispetto alla onerosa ristrutturazione dell’attuale ‘Curi’, sarebbe interamente coperto. Ma gli approfondimenti giocoforza arriveranno soprattutto dal punto di vista economico-finanziario, visto che l’Amministrazione Comunale sarebbe comunque chiamata ad un esborso di grande rilevanza. Sembra quantomeno auspicabile intervento di un privato particolarmente solido e disposto all’investimento, anche se all’orizzonte per adesso di soggetti del genere non se ne vedono. C’è poi l’aspetto sociale da non sottovalutare: nonostante il Perugia in serie C, l’ipotesi dell’abbattimento del ‘Curi’ a favore di uno stadio dalla capienza molto inferiore (14.000 non è cifra casuale: si tratta del record di spettatori degli ultimi anni, stabilito in occasione dello spareggio con il Frosinone di qualche anno fa) farà sicuramente discutere.