Giorgio Raggi: «In Umbria la Sinistra ha bisogno di una nuova classe dirigente»

Interessante analisi politica pubblicata sul Corriere dell'Umbria
Perugia

Interessante l'analisi politica che Giorgio Raggi ha pubblicato oggi sul Corriere dell'Umbria.
L'ex primo cittadino di Foligno nei difficili anni ’70, ed ex presidente della Coop Centro Italia, ora in pensione, mantiene vivo il suo sguardo critico sulle annose questioni che angosciano la “Sinistra italiana”.
  Raggi riscontra prima di tutto un “vuoto” allarmante.
“Tacciono i vecchi gruppi dirigenti e tacciono anche quasi tutti i giovani. Scomparsi quelli che dovrebbero essere i leader dell'opposizione, i candidati a presidente Fora e poi Bianconi”.
E dunque si sente autorizzato a ribadire qualche concetto di base: “la ricerca spasmodica del candidato della società civile è un artificio ipocrita e illogico per un partito perché ne affossa identità e missione, ne contraddice natura e responsabilità.Bonaccini è uomo. di partito che ha saputo ben governare aprendosi alla società civile ma anche e soprattutto legandosi strettamente ai Sindaci e ai bisogni delle loro comunità. Un esempio vincente di cultura solidale e di buon governo. Bonaccini è uomo formato nell'arte del governo della cosa pubblica, è dirigente politico non espressione di una non meglio identificata società civile. Tra altri insegnamenti che potremmo carpire dalla esperienza emiliana questo mi sembra essere interessante: forse in Umbria abbiamo bisogno di una nuova classe dirigente che apprenda l'arte del buon governo. A volte, un po' sognando e un po' stanco della cultura del pianto e della inattività ("turati il naso e vota Pd, aspettiamo il congresso e poi vediamo,speriamo che Zingaretti...' così spesso molti amici con cui ho politicamente vissuto) penso che una scuola ad hoc di tipo teorico ma anche esperenziale possa adempiere al bisogno estremo di dirigenti politici: il mestiere più difficile, il mestiere della complessità e non della specializzazione. Aristotele più che Platone ma anche prove sul campo nella gestione dei conflitti, dell'integrazione, della soluzione e non solo della denuncia dei problemi dei cittadini. Molti pensano che sia un romanticismo di ritorno il mio e sorridono al sogno: non sanno che la Lega ha già realizzato o sta per realizzare la propria 'accademia o scuola'. In Umbria non nel Veneto. Ma la fascinazione della modernità (il partito leggero, l'ascensore, le liberalizzazioni...) non ha abbandonato vecchi e nuovi gruppi dirigenti del Pd, nè i consuetudinari elettori della sinistra: così il deserto intellettuale rimane senza oasi e quello politico allarga i suoi confini. Quasi tutti a piangere e a lamentarsi, a recriminare se non a segregare, a rinchiudersi nel proprio fortino: con gli stessi schemi asfittici e inadatti a capire la realtà così come si muove... meglio essere una sardina, il mare è più grande del deserto e soprattutto genera più frutti e più vita... e, cosa essenziale, si nuota tutti insieme. Ecco: essere una sardina oggi ha per me questo significato. L'andare oltre insieme: oltre la sinistra delle correnti e dei capi bastone e soprattutto studiare... studiare il mondo che ci circonda e che in ogni campo e sede ha mutato in questi ultimi venti anni ogni aspetto della vita degli uomini. Ha mutato il tempo e lo spazio, il mercato e gli Stati: se la politica non diviene regina del governo dei mutamenti la sinistra non ha spazio per vivere e crescere. Un altro tipo di politica riempirà e sta già riempendo quello spazio: la politica di assecondamento della diseguaglianze e delle ingiustizie”.