I sindacati dei pensionati in piazza a Perugia per denunciare i ritardi e il caos organizzativo nella gestione dei vaccini

L’Umbria è nona in Italia nel rapporto tra dosi somministrate e ricevute, ossia 461.093 a fronte delle 489.365 consegnate
Perugia

I pensionati sono tornati in piazza ieri mattina, capitanati da Cgil, Cisl e Uil, per rivendicare il diritto ad essere vaccinati prima delle classi più giovani.
Hanno protestato con un presidio davanti alla Regione in piazza Italia a Perugia, per denunciare i ritardi e il caos organizzativo nella gestione dei vaccini.

La propaganda non protegge dal virus. Questo, uno degli striscioni esposto dai sindacati nel corso della mobilitazione che si è svolta nel capoluogo umbro a partire dalle ore 10 di lunedì 24 maggio.

Nella nostra regione gli over 80 in attesa della prima dose di vaccino sono l’11,81 per cento ossia 10.156 anziani, di poco superiore alla media nazionale per gli ultra ottantenni che non hanno ancora iniziato il ciclo, il dato si attesta a 10,40.

Sempre in Umbria per la fascia 70-79 anni sono il 18,86 per cento i cittadini di questa età in attesa della prima somministrazione, ossia 18.842 umbri, ma qui la Regione va meglio della media nazionale, che non ha ancora iniziato a vaccinare poco più del venti per cento dei settantenni.

Complessivamente, lunedì mattina e secondo il ministero della Salute, l’Umbria è nona in Italia nel rapporto tra dosi somministrate e ricevute, ossia 461.093 a fronte delle 489.365  consegnate.
 "I ritardi vanno superati, subito per completare la classe dei sessantenni e quella dei 70enni – è stato detto. Protestiamo contro i ritardi inaccettabile nella campagna di vaccinazione che colpiscono soprattutto le persone tra 60 e 69 anni". 
"Incompetenza, disorganizzazione, ingiustizie. Ecco perché la campagna vaccinale non funziona in Umbria ed ecco perché penalizza gli anziani".