Riapertura della Sinagoga a Perugia, forte mobilitazione dei cittadini

Il Tempio ebraico di via Pozzo Campana è chiuso ormai da 15 anni
Perugia

di Bruno Di Pilla - Anna Frank vivrà sempre nei nostri cuori, malgrado gli insulti. Non s’illudano, i razzisti che anche a Venezia ne hanno infangato il ricordo. Contro il dilagante antisemitismo, innanzitutto, servono leggi con sanzioni commisurate alla gravità dell’offesa. Fanno bene Ruth Dureghello e Noemi Di Segni, della comunità ebraica italiana, ad invocare immediati interventi del Parlamento capaci di stroncare la barbarie di quanti, con furia cieca, sempre più spesso oltraggiano sinagoghe, cimiteri, circoli culturali, la sacralità della memoria, perfino abitazioni civili degli israeliti, nostri fratelli maggiori nel culto del Dio di Abramo, come li definì Giovanni Paolo II.

Tuttavia non bastano strategie normative di severo contrasto. Dall’Umbria, terra per vocazione ecumenica ed intrisa di misticismo, un gruppo di cittadini vuole fermamente intraprendere un percorso concreto a favore dell’amato popolo di Mosè: tendere, nel 2020, alla riapertura della sinagoga di Perugia, purtroppo silente da 15 anni in via Pozzo Campana, nell’area immediatamente adiacente all’Arco Etrusco, il monumento più antico del capoluogo regionale. Il tempio venne chiuso nel 2005 con grande sconcerto dell’intera comunità, ancora sofferente per quella dolorosa ferita. Ora si spera che il fervore dei perugini, di varia estrazione sociale, culturale e religiosa, si estenda e “contagi” altre città italiane prive di templi ebraici, come risposta costruttiva ai vandalismi di chi neanche conosce i tesori della fede giudaica, dalle cui preziose radici, tra l’altro, fiorirono cristianesimo ed islamismo, le altre due grandi religioni monoteistiche. In certi casi è forse proprio la penuria di sinagoghe, luoghi di preghiera e rapporti interconfessionali, ad alimentare diffidenza e povertà spirituale nelle menti delle giovani generazioni, oggi più che mai bisognose di stimoli cognitivi in ambiti di così rilevante importanza affinché germogli l’albero del dialogo e della pace o, se non altro, il buon seme del rispetto per le altrui opinioni.