Psicologo a scuola, Meloni (Pd): “La proposta di legge prosegua l’iter in commissione e poi in aula”

Nota della consigliera regionale del Partito Democratico
Perugia

“Auspico che la mia proposta di legge, relativa all’introduzione del Servizio regionale di psicologia scolastica, possa proseguire l’iter in Commissione e poi in Aula, nonostante le perplessità espresse dal Consiglio delle autonomie locali”. Così la consigliera regionale del Partito democratico, Simona Meloni, che specifica alcune considerazioni in merito al suo provvedimento, che “farebbe fare all’Umbria un passo in avanti, divenendo la terza regione italiana ad aver previsto tale servizio”.

“Le specificazioni appaiono, in alcuni casi, poco aderenti alle reali intenzioni del provvedimento – dice Meloni – e per questo richiedono una risposta, soprattutto in seguito alla mia assenza giustificata alla riunione del Cal, in cui è stato discusso tale provvedimento e che quindi non ha potuto vedere l’espressione del mio punto di vista. Il Cal dice che manca l’indicazione relativamente alla struttura e l’organizzazione del servizio di cui si propone l’istituzione. Fattore in capo ovviamente alla Regione, titolata a decidere come strutturare tale servizio, nell’ambito socio sanitario. Si dice che manca il coinvolgimento dell’Asl, già strutturato nel collaborare con gli enti locali per l’assistenza scolastica giovanile. Ma un servizio presente di questo tipo in Umbria non esiste, altrimenti non ci troveremmo nella necessità di proporre tale iniziativa”.

“Non c’è alcuna diatriba poi tra psicologo e counselor, come si lascia intendere dalle motivazioni del Cal – prosegue Meloni –, ma la figura individuata deve variare, di volta in volta, in base al disagio del ragazzo che si sta affrontando. E sul tipo di disagio che il servizio di psicologia scolastica potrebbe andare a coprire non c’è bisogno di specificare perché tale problematica ha molte forme e il bullismo e il cyberbullismo, in Umbria, presentano una legge specifica. E sulla formazione dei docenti, occorre specificare che la loro formazione non compete alla Regione, ma la loro è una figura preziosa, che possa fare da ‘ponte’ con le famiglie”.

“Per quanto riguarda le risorse – spiega - l’ipotesi era di 20mila euro per gli ultimi mesi del 2020, con l’obiettivo di aumentarle per il 2021. Speriamo dunque che l’Aula di Palazzo Cesaroni possa esaminare il provvedimento, anche alla luce delle mie specificazioni, e che il Governo, al quale abbiamo inviato la proposta, possa prendere in considerazione l’idea di inserire tale servizio all’interno di tutte le scuole di ogni ordine e grado. Un provvedimento importante - conclude -, anche alla luce del numero dei disagi denunciati durante questo anno nella fascia adolescenziale”.