“Potenziare i servizi di contrasto e supporto per dipendenze patologiche e disturbi alimentari"

La mozione di Simona Meloni (Pd)
Perugia

“Servono strumenti adeguati e supporti all’altezza delle ferite che ci lascerà la pandemia, che ha aumentato, non solo le disuguaglianze, ma anche le fragilità psicologiche delle persone, costrette all’isolamento forzato nelle proprie abitazioni”.

Lo ha dichiarato Simona Meloni (Pd - vicepresidente dell’Assemblea legislativa) annunciando la presentazione di una mozione “per chiedere il massimo impegno della Giunta nel contrasto delle dipendenze patologiche, una piaga sociale sempre più diffuso sul territorio regionale, in ogni fascia d’età”.

“Le dipendenze – ha evidenziato Meloni - costituiscono un’alterazione del comportamento e, nel corso del tempo, hanno assunto sempre maggiori varietà di forme, arrivando a toccare anche fasce di età molto basse e prima impensabili. Dalla dipendenza da gioco a quella dall’alcol, passando anche per le nuove tecnologie o per gli psicofarmaci. La pandemia ha portato all’aumento della vendita di psicofarmaci e ansiolitici, specchio di stress e paura o dovuti all’impatto emotivo legato ai problemi economici. Mentre si è ridotto l’acquisto di quei farmaci antinfiammatori non steroidei, come l’Ibuprofene. Solo parlando di droga la Relazione al Parlamento, presentata nel 2018, segnala che quattro milioni di italiani hanno utilizzato una sostanza stupefacente illegale almeno una volta nella vita. Secondo i dati riportati dalla Relazione europea sulla droga del 2019, l’Italia è al terzo posto in Europa per l’uso di cannabis e al quarto per l’uso di cocaina e muoiono sei persone ogni sette giorni per overdose”.

“E’ necessario – ha concluso Simona Meloni – che la Regione verifichi l’adeguatezza dei propri strumenti di contrasto al fenomeno delle dipendenze, che è composito e caratterizzato da differenti tipologie. A queste realtà ascriviamo i disturbi del comportamento alimentare. La pandemia ha portato ad aumenti, anche in doppia cifra percentuale, dei fenomeni e spesso ha messo in difficoltà gli operatori delle strutture umbre, alle prese con l’emergenza sanitaria e il crescente numero di richieste. Servono linee guida aggiornate e servizi territoriali ramificati. Si tratta di una battaglia di civiltà, al fianco dei cittadini e al fianco degli operatori, chiamati ad un grandissimo sforzo. Una battaglia che si combatte anche con campagne di informazione ed educazione mirate, che devono essere progettate e sostenute”.