«Mia figlia vittima di una setta satanica»

La denuncia di una madre ha portato gli inquirenti ad indagare a Perugia
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Perugia

Una setta satanica che ha la sua base operativa nel Perugino è stata accusata da una ottuagenaria campana di aver "estorto" più di 300mila euro alla figlia 38enne, che in passato ha insegnato in Umbria. Secondo l'accusa la maestra avrebbe versato per l'esattezza 316 mila euro sul conto di una donna legata alla rete di satanisti conosciuta durante la sua permanenza nel cuore verde.
Presentata la denuncia alla Procura di Napoli Nord nell’ottobre scorso, sono partite le indagini. Gli inquirenti dopo avere analizzato il caso a gennaio hanno inoltrato gli incartamenti alla Procura di Perugia.  La madre dell'insegnante ha chiesto "un intervento urgente della magistratura in quanto negli ultimi giorni vedo mia figlia assente e ho perso il possesso della sua stanza perché la chiude a chiave e non mi consente mai di entrare. Sono sicura che lì sono contenute le prove di quanto sto denunciando".

Come scrive : Ad aprire gli occhi all'anziana vedova è stata un'amica: la mamma, però, si era accorta dello strano comportamento della figlia. Il loro rapporto andava deteriorandosi giorno per giorno. A causa delle liti per due volte l'anziana donna è stata costretta a pernottare a casa di due sorelle. Era anche riuscita a convincere la figlia a denunciare tutto ma una volta in caserma, davanti ai carabinieri ha minimizzato la vicenda. Nelle due pagine, datate 12 ottobre 2018, l'anziana madre parla del precario stato di salute della figlia («ha iniziato a bere e ha bisogno di una psicologa») ma anche di tensioni, sempre più gravi, culminate con le minacce: «Una sera mi ha mostrato una pistola raffigurata nel tablet in suo possesso e mi passò al telefono un soggetto di voce maschile che mi disse che se non pagavo l'avrebbero bruciata». I soldi sono l'altra nota dolente: la 38enne si diceva afflitta da problemi economici malgrado il suo dignitoso lavoro. Le hanno anche pignorato parte dello stipendio. Difficoltà, diceva, riconducibili a problemi di salute. Ma, ricorda la madre, si era venduta tre garage in Sicilia, un' abitazione di cinque vani e una villa, tra Catania e provincia, e un'altra villetta a Scalea. I soldi, in sostanza, non potevano mancare.

Fu in una rara occasione in cui riuscì a entrare nella stanza della figlia che scoprì la fine che aveva il denaro: da un estratto conto capì che lo aveva versato attraverso quattro bonifici, per complessivi 316mila euro, a una donna (di cui fa nome e cognome, ndr), secondo la madre componente la setta che l'aveva assoggettata. Proprio per evitare che i beni della figlia potessero finire tutti nelle tasche di quella gente, insieme con la denuncia la donna - difesa dal penalista Sergio Pisani e dall'avvocato Giuseppe Siciliano - presentò infatti anche un'istanza di sequestro dei beni. Il legale della signora, l'avvocato Pisani, con il consulente Eugenio Rapinese, è riuscito a estrapolare delle foto dal profilo Fb della figlia (adesso bloccato) che confermerebbero l'esistenza della setta: strane immagini, post preoccupanti e numerosi simboli satanici.