Sequestrata una villa da 2 milioni di euro ad un trafficante di droga

L'indagine è partita dalla Procura generale di Perugia che ha coordinato la Guardia di Finanza di Termoli
Perugia

I proventi del traffico di stupefacenti sono esorbitanti: più droga si vende (e spesso a caro prezzo), più si guadagna. Motivo per il quale non è stato poi così difficile per uno spacciatore con alle spalle più di venti anni di “carriera” costruirsi una villa dal valore di 2 milioni di euro a Termoli.

Il proprietario dell'immobile, di origini sinti e componente del clan di Rocco (famiglia legata ai Casamonica) risulta tuttavia completamente sconosciuto al fisco, anzi, nullatenente.

Questo perché immobili, garage e rimesse erano intestate alla sorella e alla convivente.

Il complesso, di ben 800mq, contava anche due garage, un immobile adibito a “sala ricevimenti” e due depositi, tutti di grandi dimensioni.

L'indagine, portata avanti dalla Guardia di Finanza di Termoli sotto lo stretto coordinamento della Procura Generale di Perugia, ha comportato il conseguente provvedimento di sequestro preventivo e la confisca della villa, secondo l'articolo 240bis del Codice Penale, decretato dalla Corte d'Appello di Perugia.

La pena per lo spacciatore ammonta a 6 anni di reclusione per detenzione e trasporto di ben 15 kg di eroina, che gli sono valsi l'aggravante di ingente quantità di sostanza stupefacente.

“Il provvedimento - secondo quanto riportato in una nota della Guardia di Finanza - è il risultato di complesse investigazioni patrimoniali svolte dai militari della Guardia di Finanza di Termoli in sinergia con l'aliquota del comando provinciale di Perugia che fa parte dell'U.Ge.C.O. (Ufficio Gestione Coordinamento e Organizzazione), coordinati dal Procuratore generale reggente Claudio Cicchella”.

L'immobile sequestrato sarà assegnato all'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, istituita nel 2010, che supporta l'Autorità Giudiziaria nel programmare la destinazione dei beni confiscati che devono essere restituiti, a fini sociali, alla collettività.