Coronavirus, in Umbria oltre 800 scuole in isolamento

33 le classi coinvolte. "Il problema non è nelle classi, ma all’uscita, all’entrata e negli autobus"
Perugia

Sono 33 attualmente le classi in isolamento in Umbria, con 848 persone interessate tra giovani e insegnanti.
Lo riporta , che riferisce anche come nel frattempo, dall’inizio della scuola, 18 sono tornate a già far lezione, interessando 417 tra alunni, professori e personale Ata. La questione scuola resta complessa e interessa per la maggior parte gli isituti superiori: ben 18 delle 33 classi coinvolte infatti appartengono a licei, tecnici o professionali e oltre la metà sono a Perugia. Nel report della Regione viene tra l’altro indicato che molti rientreanno oggi e lunedì in aula, andando quasi a dimezzare le persone in quarantena.
Da ieri è scattata inoltre la quarantena fiduciaria per due classi. Una è delle elementari della frazione di Mocaiana e riguarda 16 alunni e tre insegnanti, una delle quali è risultata positiva. Analogo provvedimento per una classe della Montessori, ubicata nel complesso di San Pietro, sempre per la positività di una docente. Tutti resteranno in insolamento fino al 20 ottobre.
"L’avvio dell’anno scolastico sul territorio regionale ha movimentato all’incirca 140 mila persone – ha spiegato il commissario regionale per il Covid, Antonio Onnis –. Abbiamo comunque rilevato che il contagio nelle scuole non è rilevantissimo. Ma se l’attività in aula è fortemente controllata, tutta la socialità extra scolastica sfugge al controllo – ha aggiunto -: quando si entra, quando si esce, nei bus. Se poi si aggiunge una caduta della percezione del rischio, si spiega così forte l’aumento dei casi di queste due ultime settimane".
Proprio su questo aspetto ha puntato il dito il commssario: "Non possiamo pensare – ha proseguito – che il contagio in famiglia o tra amici non è possibile, perché l’analisi dei dati dimostra proprio che siamo passati a un contagio intrafamiliare con un aumento dell’età media delle persone positive che si sta alzando". Insomma a quanto risulta al momento non ci sono focolai particolari, zone che potrebbero entrare il lockdown o paesini pieni zeppi di contagiati. La maggior parte delle situazioni problematiche si trova all’interno delle famiglie.
Va detto che comunque sia la frequenza delle classi di età epidemica si è nel comnplesso abbassata tra le due ondate (la prima da marzo a luglio, la seconda da agosto ad oggi): attualmente infatti i giovani da 0 a 20 anni rappresentano un quarto dei contagiati (24,2%), quelli da 20 a 40 il 38,5% (contro il 20,9% della prima ondata). Nella scorsa primavera il 37,1% di chi aveva contratto il virus aveva poi tra 40 e 60 anni, ora questa classe di età è scesa al 23,8%. Ridotta al 10% quella invece tra 60 e 80 anni, mentre nella prima fase rappresentava il 26,6%.