Scuola in Umbria, cento cattedre vacanti

Il trasferimento della dirigente regionale Iunti in Calabria ha creato difficoltà
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Perugia

La scuola in Umbria, oltre ai problemi legati alle norme da adottare per ragioni di sicurezza contro il virus, deve ora far fronte anche al trasferimento della dirigente dell’Ufficio scolastico regionale, Antonella Iunti, passata alla direzione in Calabria.
A tale proposito, attraverso le colonne del  Rita Coccia, presidente di Anp (Associazione nazionale dirigenti pubblici e alta professionalità della scuola), lancia un appello: “Le scuole dell’Umbria sono state completamente abbandonate poiché dopo il trasferimento della dottoressa Iunti all’Usr (Ufficio scolastico regionale) della Calabria, qui non c’è nessuno che ha la delega della firma degli atti pertanto sono completamene bloccate le nomine dell’organico di sostegno in deroga e le nomine sull’organico dei docenti restituite all’Usr perché non accettate dagli aventi diritto. Quindi noi abbiamo scuole che non hanno ancora docenti per svolgere le lezioni e non hanno neanche gli insegnanti di sostegno per gli alunni in difficoltà”.

Si chiede quindi alla Regione di farsi portavoce presso il ministero dell’Istruzione per una risoluzione veloce del problema.
Il numero dei supplenti e degli insegnati di sostegno, secondo quanto definiscono i sindacati, non sarebbe così ingente, si tratta di cento nomine su un totale di oltre 3.200 supplenti tra Perugia e Terni.

A queste problematiche si va ad aggiungere il fatto che il calo della natalità pesa sulla scuola in modo sempre più significativo.
E, come scrive oggi , a Perugia in due anni, solo per materne, elementari e medie, sono oltre ottocento gli iscritti in meno. Dai 15.330 del 2019/2020 i dati provvisori dell'Ufficio scolastico regionale parlano oggi della presenza nelle aule di 14.488 alunni (842). Un calo che si fa sentire molto quest'anno negli iscritti alle prime classi della primaria di primo grado e nelle secondarie di secondo grado, con diminuzioni rispetto all'anno scorso tra il 4 e 5 per cento. Alle elementari per la prima volta dopo moltissimi anni i bambini distribuiti nelle 381 classi perugine sono diventati meno di 7mila; alle medie due anni fa si sfioravano i 5mila iscritti, oggi si è arrivati a 4.732.
 Alla dimunizione degli studenti, fa da contraltare il numero dei bambini assisiti che erano 824 nel 2017 e sono saliti a 931 alla fine dello scorso anno scolastico.

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Trentuno milioni per il capoluogo

«Alla fine della consiliatura, anche grazie al lavoro fatto in quella precedente, consegneremo alla città un patrimonio edilizio scolastico quasi completamente risanato recuperando le criticità emerse negli anni». A dirlo è il sindaco Andrea Romizi al termine della conferenza stampa dedicata alla scuola. Incontro durante il quale la dirigente Monia Benincasa  ha annunciato che la nuova ordinanza del commissario speciale per la ricostruzione, illustrata a fine settembre, per la sicurezza strutturale e antisismica di alcune scuole, prevede per Perugia lo stanziamento di 31,5 milioni di euro. Fondi che saranno dedicati al recupero e rifacimento della «Fabretti» e della «San Paolo» (6 milioni), della «Leonardo Da Vinci» e della «Lombardo Radice» (3,4 milioni), della «Silone» di Sant'Erminio (2 milioni), «Volumnio» di Ponte San Giovanni (9,4 milioni), «Calvino» e «Giovanni Cena» (10,7 milioni). Quanto alle nuove scuole è stata avviata la procedura negoziata per affidare la realizzazione del nuovo plesso a Ponte Pattoli (costo 3 milioni, finanziati con mutuo di Cassa depositi e prestiti). Si pensa poi a nuovi istituti per la zona sud: una primaria a Pila e una secondaria di primo grado per San Martino in CampoSanta Maria Rossa (progetti che risalgono al 2018). Nel dicembre 2020 sono stati approvati due studi preliminari e i relativi progetti sono stati inclusi nella proposta del Comune per i fondi Pnrr. II tutto dovrà conciliarsi con il drastico calo delle nascite. Infine quasi completamente ultimati i lavori per la prevenzione incendi in sette scuole (315mila euro), mentre 447mila sono stati investiti in manutenzioni e adeguamenti.