Scuola, la protesta dei precari contro il caos graduatorie

Una delegazione è stata ricevuta dalla provveditrice Antonella Iunti
Perugia

“Faremo di tutto per garantire la legittimità ma non possiamo rischiare di bloccare la scuola”: è quanto si sono sentiti dire i prof precari che martedì pomeriggio hanno manifestato davanti l’Ufficio scolastico regionale. 
Come riporta oggi, ieri una delegazione è stata ricevuta dalla provveditrice, Antonella Iunti, che però non avrebbe dato le rassicurazioni sperate. “In pratica - borbotta qualcuno tra i manifestanti - ammette di non sapere dove mettere le mani”.
Ora si tenta la carta della mediazione: è in programma per questa mattina, alle 12, un tavolo tra Ufficio scolastico regionale e sindacato per tentare di trovare una soluzione contro il caos graduatorie che sta mandando nel panico centinaia di docenti umbri che, per un errore del sistema informatico, non si sono visti riconoscere il giusto punteggio. La stessa Iunti avrebbe anticipato che qualche proposta fattiva da questo summit potrebbe venire fuori.
“Noi insisteremo affinché le prossime convocazioni siano fatte in presenza - evidenzia Sante Pirrami (Gilda Scuola) - e che le graduatorie vengano totalmente riviste per garantire la massima regolarità almeno il prossimo anno. Per questo i tempi sono decisamente stretti”. Ma i prof precari non cedono di un millimetro e in un documento hanno messo nero su bianco le loro richieste. “Chiediamo la revisione dei punteggi sbagliati - evidenziano - e che vengano stilate nuove graduatorie che siano effettive da questo anno scolastico. Vogliamo trasparenza nella gestione delle assegnazioni e tempestività sulla modalità di convocazione. E’ un nostro diritto - spiegano - sapere esattamente cosa possiamo scegliere. Per questa ragione non è giusto convocare un numero tanto esiguo sulle cattedre per materia e non è giusto lasciare che comincino ad arrivare le convocazioni da graduatorie di istituto, per organico covid e non, quando le convocazioni da graduatorie provinciali non sono ancora terminate”. 
Inoltre i docenti precari chiedono che intercorrano almeno 24 ore tra le assegnazioni e la presa di servizio, che le ultime convocazioni vengano svolte in presenza e che l’Ufficio scolastico comunichi direttamente con gli interessati facendo chiarezza sulle tempistiche e pubblicando contestualmente cattedre residue e convocati. “Sono oltre trecento - evidenzia ancora Sante Pirrani - le cattedre ancora da assegnare, di certo non si può perdere altro tempo”.