Nelle scuole umbre rinforzati gli organici, con 1.241 prof e bidelli in più

[node:suNello specifico, al cuore verde sono stati assegnati 10.185.000 euro dal ministero dell’Istruzione nell’ambito del pian odi prevenzione, destinati al rafforzamento dell’organico
Perugia

Riapre la scuola, ovviamente anche in Umbria dove sono stati rinforzati gli organici, con 1.241 prof e bidelli in più per garantire la sicurezza sul fronte Covid. Ma l’entrata in servizio, secondo le parti sociali, non potrà avvenire in tempo per la prima campanella, prevista dopodomani, lunedì 13 settembre. Non solo: saranno in carica fino al 31 dicembre. Dopo, al momento, non ci sono sicurezze. E’ quanto emerso nel confronto che si è tenuto ieri mattina all’Ufficio scolastico tra la direttrice regionale, Antonella Iunti, e le sigle sindacali della scuola.

La segretaria della Cisl scuola, Erica Cassetta, da una parte si dice soddisfatta “per la conferma sostanziale di un organico aggiuntivo di cui le scuole hanno bisogno e di cui non si aspettavano la riconferma”, dall’altra è preoccupata “dato che i tempi che si annunciano non sono rapidi. Queste figure potranno essere utilizzate solo ad ottobre e inoltre a dicembre andranno chiede nuove risorse. Resta cioè la provvisorietà di un organico non solo per la pandemia ma per le le risorse rese disponibili. Lo scorso anno almeno c’era la sicurezza di avere a disposizione il personale fino a giugno”.
Domenico Maida, segretario Cgil di settore, non prevede un avvio del tutto tranquillo: “C’è la questione del contingente Covid”, spiega il rappresentante dei lavoratori, “ma anche delle stesse supplenze: le graduatorie sono state rifatte già tre volte per un errore del sistema e si annunciano ricorso. Come Cgil abbiamo notizia che ci saranno. Al momento non abbiamo il quadro della copertura delle cattedre. Altro problema quello del distanziamento di un metro, difficile da garantire: alcune scuole, dall’Itis al Galilei e l’Alessi, hanno già preso aule esterne in affitto. Ma non per tutte è così. Resta anche l’incognita del funzionamento della piattaforma per il green pass”. Non ultimo il problema dei bus e dei trasporti. “Bisogna fare i conti con una percentuale di riempimento dell’80%. I mezzi in più annunciati basteranno? Vedremo”, conclude il sindacato.