Delibera su Istituti Tecnici Superiori: Bori (Pd) attacca Giunta regionale

“Disatteso completamente appello lanciato da nove associazioni di categoria”
Perugia

“La scelta compiuta dalla Giunta regionale in tema di formazione post diploma, approvata con delibera lo scorso 21 luglio su proposta dell’assessore Michele Fioroni, e pubblicata ieri sul Bur, disattende completamente l’appello lanciato da nove associazioni di categoria, con il quale veniva chiesta l'istituzione due nuovi ITS (istituti tecnici superiori) al fine di aumentare la capacità dell’Umbria di formare quelle competenze medio alte necessarie a fare crescere le imprese oltre che a gestire al meglio le importanti risorse destinate al settore dal Governo, attraverso i fondi del PNRR”. Lo afferma il capogruppo del Partito democratico all’Assemblea legislativa dell’Umbria, Tommaso Bori.

“Sulla base dell’atto approvato - sottolinea il consigliere Dem - non si prevede alcuna possibilità di ampliare l’offerta formativa attraverso la costituzione e il riconoscimento di nuove Fondazioni ITS e si sceglie di destinare tutte le nuove aree formative, ad eccezione di quelle sulla mobilità sostenibile, alla sola a Fondazione ITS Umbria Made in Italy. La volontà di congelare la situazione esistente, espressa dall’assessore Fioroni, - prosegue Bori - appare davvero incomprensibile se pensiamo che solo l’Umbria, insieme al Molise, ha un solo Istituto Tecnico Superiore, e che la tendenza nelle altre regioni italiane, è quella di aumentarne comunque il numero, le specializzazioni e la diffusione sul territorio, anche in previsione del piano di riparto nazionale delle risorse provenienti dal PNRR, che ammontano ad oltre 1,5 miliardi di euro, che terrà inevitabilmente conto anche dei numeri e dei diversi assetti regionali”.

“Per queste motivazioni, crediamo che aver ignorato le istanze provenienti dalle associazioni di categoria (CNA, Confartigianato, Confapi, Confcommercio, Confesercenti, Confcooperative, Legacoop, Coldiretti e CIA) metta la Giunta regionale davanti ad una grave responsabilità, ovvero quella di bloccare il processo di sviluppo di uno dei pochi strumenti che ha dimostrato, attraverso i numeri e i risultati conseguiti, di saper davvero facilitare il riavvicinamento dei giovani, in particolare i Neet, al mondo del lavoro. Riteniamo dunque doveroso riportare questa discussione all’interno delle istituzioni regionali - conclude Bori - attraverso una mozione consiliare di cui annunciamo fin d’ora la presentazione”.