Maxirissa dopo Bastia-Foligno, chiesti 7 anni per l'ultrà accusato di tentato omicidio

Secondo l’accusa la pietra che scagliò all’indirizzo dei tifosi del Foligno colpì uno di loro
Perugia

Il processo per la maxi-rissa del dopo-partita Bastia-Foligno dell’aprile 2014 è alle battute finali. Il pubblico ministero Gemma Miliani davanti al collegio penale (presidente Carla Giangamboni) ha ricostruito l’accusa e presentato le sue richieste. Gli imputati sono sedici e tutti sono accusati di rissa. Tre devono rispondere anche di aver utilizzato (come strumento atto a offendere) rispettivamente un bastone, una cintura e un fumogeno. Poi c’è Michele Medici che è accusato di tentato omicidio: secondo l’accusa, infatti, la pietra che scagliò all’indirizzo dei tifosi del Foligno colpì uno di loro, anche lui a processo per la rissa.
Il pubblico ministero ha chiesto condanne a un anno per undici imputati e a un anno e un mese per altri tre. Per due è stata chiesta l’assoluzione, mentre per Michele Medici la richiesta è di sette anni e un mese.
Questa dunque la richiesta formulata dal pubblico ministero Gemma Miliani nei confronti di Michele Medici, il tifoso del Bastia finito sotto processo con la pesantissima accusa di tentato omicidio per quel sasso lanciato durante gli scontri al termine di un Bastia-Foligno di sette anni e mezzo fa (6 aprile 2014, gara di serie D finita 1-0 per i biancazzurri) che ha quasi ammazzato Massimiliano Antonelli, tifoso biancazzurro finito in coma e salvato solo grazie a un'operazione alla testa.
Il tifoso del Foligno, all’epoca dei fatti 47enne, secondo l’accusa venne colpito da una pietra riportando "una frattura del lobo temporale e frontale sinistro": l’introflessione dell’osso provocò "una lesione encefalica permanente". Secondo la ricostruzione accusatoria, rispetto a quanto emerso dalle perizie discusse in aula, c’è compatibilità tra l’oggetto che ha ferito il supporter biancazzurro e un sasso.
La difesa di Michele Medici, che prenderà la parola oggi, sostiene che il tifoso ferito abbia ricevuto un pugno allo zigomo sinistro, abbia perso l’equilibrio sia caduto e, l’impatto contro il marcipiede abbia provocato la lesione cranica.


L'avvocato Luca Maori

Oggi si è tornati in aula. Gli imputati sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Francesco Crisi, Luca Maori e Delfo Berretti.

Ad attendere la sentenza, oltre allo stesso Medici, ci sono Daniele Fortini, Matteo Calzuola, Mattia Bazzucchi, Davide Falcinelli, Nicola Bianchi, Massimiliano Antonelli, Stefano Donati, Michelangelo Battistini, Nicola Palini, Elia Santarelli, Roberto Giglioni, Giordano Bruschi, Antonio Marco Morlino e Michele Menichini.
Oltre all'accusa di rissa aggravata, c'è anche chi dovrà rispondere del lancio di un fumogeno e l'utilizzo di un bastone e di una cintura fatti roteare «con insistenza in direzione della tifoseria avversaria pertanto in modo da creare concreto pericolo per le persone».
Gli imputati sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Francesco Crisi (che ha chiesto l'assoluzione per il suo assistito) Luca Maori, Delfo Berretti e Giovanni Picuti.