Appaltopoli, la Guardia di Finanza sequestra altri atti

Seconda parte del malaffare nella sanità umbra
Perugia

(A.L.) Si allarga lo scandalo tuttora in atto di Concorsopoli, ora è la volta di Appaltopoli, un sistema ben oliato che fino ad oggi non ha avuto l'attenzione dovuta ed attesa da parte di chi doveva prestare attenzione alle numerose segnalazioni in materia.

Sul fronte degli indagati del primo filone, come si sa, è stata negata la scarcerazione di Bocci e la difesa valuta se andare in Cassazione.

Ma l'aspetto più interessante, che apre il capitolo Appaltopoli è la "visita" della Guardia di Finanza al Santa Maria della Misericordia, la cassaforte di tutti i misteri della sanità umbra.

I militari del nucleo di polizia tributaria sono tornati in ospedale per acquisire altri documenti. Ma stavolta le fiamme gialle erano in cerca di riscontri per chiudere il cerchio del capitolo appalti; quegli appalti ospedalieri che diedero vita alla maxi inchiesta ed alle prime iscrizioni nel registro degli indagati.

Nel registro degli indagati per corruzione e turbativa d'asta c'è il manager Reno Vitali, già all'interno della Servizi Associati, poi lasciata per contrasti con la dirigenza. Per i pm, "Vitali è un centro di raccolta e smistamento di illecite attività in relazione agli appalti dell'Azienda ospedaliera per i suoi stretti rapporti con i vertici amministrativi".

Le gare sospette sono per un lavanoleggio da 87 milioni di euro, per le pulizie da 24 milioni più volte prorogata e quella da 57 milioni per le pulizie nelle asl di tutta la Regione.