Come previsto anche i sindacati si spartivano le nomine

Ora ci sono le condizioni per una class action contro i predatori della sanità umbra
Perugia

Di Alberto Laganà - L’avevamo già scritto giorni fa, i sindacati non potevano non sapere, probabilmente sapevano e facevano parte del sistema. Si mormora, nell’anonimato, che ci fossero della quote ben stabilite, a seconda del peso degli iscritti e ad ognuno spettasse una quota di dipendenti da inserire nell’organico.

Riuscire ad avere più aderenti all’interno delle strutture sanitarie significa avere più tessere e quindi più soldi in cassa ma anche pilotare delle decisioni nella nomina dei dirigenti.

Un meccanismo perverso che tutti conoscevano e in cui tutti si ritagliavano la propria torta.

Quindi non solo politici per consolidare il proprio peso in Umbria, ma anche sindacalisti il cui ruolo e le cui responsabilità andrebbero approfondite. Siamo sicuri che qualcosa trapelerà dalle intercettazioni ma anche dalle deposizioni di tutte le persone coinvolte perché nessuno vuole fare da capro espiatorio.

Sicuramente si è aperto un vaso di Pandora sulle nefandezze operate a danno della sanità umbra.

Inoltre viene sempre più definito in modo chiaro come il vero centro del potere sanitario fosse l’ospedale di Perugia da cui partivano indicazioni e direttive.

Ma ora c’è un’altra novità con cui i cittadini della nostra regione potranno rivalersi, fare un class action che la legge prevede già dal 2010.

La class action (azione di classe), é uno strumento di tutela collettiva risarcitoria che permette di avviare un unico processo per vari cittadini danneggiati dal medesimo fatto messo in atto da un’azienda scorretta.

La richiesta spesso vien e fatta da un’associazione di consumatori a cui si rivolgono più soggetti. Una volta che il tribunale verifica l’interesse di classe e i requisiti per procedere, ne dà opportuna pubblicità in modo che, entro 120 giorni, se qualcun altro ha interesse possa aderirvi. In questo modo i singoli cittadini ottengono non solo vantaggi economici, ma la possibilità di testimoniare, insieme a tanti altri cittadini, il torto subìto e avere maggiori possibilità di ottenere un esito positivo della causa.