"Perugia solidale" in piazza per chiedere una sanità più giusta

‘Riprendiamoci il diritto alla salute’ punta il dito contro la giunta Tesei e il governo Draghi
Perugia

Un sabato pomeriggio troppo affollato in centro storico a Perugia, dove sono stati contati gruppi di 50 persone senza mascherina e a contatto ravvicinato in barba alle norme anti Covid.   
Si sono verificati anche episodi spiacevoli, soprattutto quando un gruppo di residenti che per il fatto di aver fatto notare le incongruenze di tali comportamente ad alcuni adolescenti, si sono visti insultare violentemente. Il fatto è accaduto a Porta Sole e nell'area di via Mattioli, via delle Prome, piazza Piccinino, ma anche in via Marzia nei pressi di Piazza Italia dove, intorno alle 17, si è dato vita alla manifestazione di Perugia Solidale contro giunta Tesei.

“È passato ormai un anno dall’inizio della Pandemia dovuta alla diffusione del coronavirus, e il nostro paese si trova sostanzialmente nella stessa situazione di marzo 2020: sistema sanitario al collasso e classi popolari in drammatica emergenza economica. Alla vuota retorica di unità nazionale, utile soltanto alle classi dirigenti e ai grandi multimilionari, noi rispondiamo con una mobilitazione in difesa degli interessi delle persone comuni che governo e regione hanno totalmente abbandonato.”

Con queste parole Perugia Solidale ha dato vita ad una manifestazione regionale in piazza Italia a Perugia, alla quale hanno aderito numerose sigle politiche, sociali, studentesche, ambientali del territorio umbro assieme ai sindacati di base, i comitati ambientali ed il coordinamento per la sanità pubblica.

L’iniziativa ‘Riprendiamoci il diritto alla salute’ punta il dito contro la giunta Tesei, il governo Draghi. “Così si aumentano solo le diseguaglianze. Sono convinto che la sanità, specie durante una grave pandemia, non possa essere gestita a livello regionale, deve tornare sotto il controllo statale”. Questa dichiarazione di Gino Strada ha centrato il vero problema del Sistema Sanitario Nazionale: il Governo non è in grado di applicare coerentemente l’articolo 120 della Costituzione: governare i contrasti fra Stato e Regioni che riempiono le cronache di questi giorni evidenziano difficoltà strutturali, che derivano proprio da questi conflitti istituzionali.  
Si chiede che la sanità debba essere pubblica a nazionale, come sancisce la legge fondamentale, e le risorse investite in questo settore devono essere impiegate per stabilizzare e potenziare il personale sanitario, per poter fronteggiare una situazione allarmante che stenta a migliorare.