Polemiche a San Martino in Campo per gli infiniti lavori alla struttura del Cva

Lavori partiti oramai quasi un anno fa e che, per la durata prolungata, creano disagi nel territorio
Argomenti correlati
Perugia

Tira aria di polemica a San Martino in Campo, dove non si vede la fine dei lavori alla struttura del Cva. Lavori partiti oramai quasi un anno fa e che, per la durata prolungata, creano disagi nel territorio. La struttura (dal 1974 per la prima volta oggetto di interventi) infatti ospita numerose attività, dall'associazioniSmo allo sport, fino all'attività motoria delle scuole del quartiere. Per tutti l'attività e praticamente azzerata e per éercare di fare chiarezza sulla situazione, nei giorni scorsi è stata promossa una assemblea organizzata dal Centro Socio Culturale il Gabbia
no che quell'area, di proprietà del Comune, l'ha in gestione. A parlare della ristrutturazione e soprattutto dei tempi per la fine dell'intervento, tanti componenti del consiglio direttivo del centro e delle associazioni che utilizzano normalmente la struttura per le loro attività. Al tavolo anche il Comune con l'assessore ai Lavori pubblici Otello Numerini che, nel ripercorrere la vicenda, ha assicurato l'impegno dell'amministrazione nel lavorare per chiudere quanto prima il capitolo lavori. Lavori che sono dovuti passare per una variante e l'approvazione di un secondo stralcio. Rispetto ai tempi preventivati però tutto si è allungato. I cittadini parlano di «lavori del cantiere ripresi a singhiozzo senza alcuna concretezza futura». Non è da escludere che la strada che sta per imboccare il Comune sia quella di affidare a un'altra ditta i lavori da portare a compimento. Associazioni e cittadini sono pronti a chiedere a breve tempi certi con una nuova assemblea. 
I lavori al Cva di San Martino in Campo avviati da un anno 
A corredo del testo il video di un maestro cioccolatiere che riempie una confezione con aria al cacao, propria sopra una vasca piena di cacao liquido. Cosa avrà voluto dire Guarducci? Forse l'ennesima provocazione o il lancio di un nuovo prodotto commerciale dedicato a chi dovrà rinunciare all'edizione 2020 dell'evento. Forse un po' come masticare l'idea del cioccolato? Come a dire che non si mangia nulla eppure gli aromi del cacao si fondono in una concretezza.