Decreto Rilancio, Rptu propone tavolo di confronto ad Agenzia delle Entrate

La Rete delle professioni tecniche dell’Umbria su un’idea del Collegio dei geometri di Perugia. Iniziativa condivisa da notai e commercialisti per dare risposte condivise rispetto all’interpretazione della legge
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Perugia

Un tavolo permanente di confronto per esaminare le casistiche più disparate che emergono rispetto all’interpretazione del Decreto Rilancio. È quello che la Rete delle professioni tecniche dell’Umbria (Rptu) propone all’Agenzia delle Entrate dell’Umbria, insieme ai Consigli notarili di Perugia e di Terni e agli Ordini dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Perugia e Terni.

Un’iniziativa partita dal Collegio dei geometri e geometri laureati della provincia di Perugia e poi condivisa da tutte le professioni tecniche che si pongono in questo modo come “naturale collegamento tra gli enti pubblici e i cittadini”.

“Quello che chiediamo, in un’ottica di proficua collaborazione – ha spiegato Enzo Tonzani, presidente del Collegio dei geometri di Perugia –, è di avere uno tavolo per discutere tutti quei casi particolari che si vengono a creare giornalmente durante gli studi di fattibilità per accedere a quanto previsto dagli articoli 119 e 121 del decreto legge numero 34 del 19.05.2021, il cosiddetto Decreto Rilancio, e che non hanno trovato riscontro nei documenti ufficiali emanati”.

“Al fine di agevolare il lavoro dell’Agenzia delle Entrate”, l’idea dei professionisti umbri che aderiscono alla proposta è quella di “raccogliere quotidianamente perplessità, dubbi e richieste di chiarimento che provengono dai proprietari immobiliari e dai tecnici incaricati, sintetizzare le istanze, portarle al tavolo di confronto, trovare delle soluzioni e riproporle nei singoli casi, in modo da arrivare a un’interpretazione comune e condivisa che faciliti il lavoro di tutti e le risposte ai cittadini”.

“Per questo – ha concluso Enzo Tonzani – ci auguriamo di ottenere prima possibile una risposta da parte dell’Agenzia delle Entrate alla nostra proposta e auspichiamo di poter instaurare una proficua collaborazione. Questa ipotesi è interessante perché, se non interpretiamo correttamente la normativa, rischiamo di vanificare lo spirito e gli obiettivi del Decreto Rilancio”.