’Ndrangheta, a Perugia sospesi due professionisti per asta irregolare

La misura interdittiva chiesta dalla Direzione distrettuale antimafia per un agente immobiliare di origini calabresi e un commercialista perugino
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Perugia

Nelle prime ore della mattinata di mercoledì 23 settembre militari del Ros e del Comando Provinciale Carabinieri di Perugia hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misura interdittiva emessa, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Perugia nei confronti di S.G., 54enne, e F.M., 45enne, rispettivamente sospesi dalla professione di agente immobiliare, per un anno, e commercialista, per nove mesi. 
Come riporta oggi , le indagini che hanno portato all’emissione del provvedimento hanno avuto origine, nel giugno del 2019, per approfondire i rapporti d’affari esistenti tra l’agente immobiliare, da anni residente a Perugia ma originario della Locride, e soggetti attigui o appartenenti agli ambienti della criminalità organizzata della regione d’origine, tra cui Cosimo Commisso, cl. ’50, successivamente tratto in arresto nel dicembre 2019 nell’ambito di un’indagine della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria quale vertice della locale di ‘ndrangheta di Siderno. In tale ambito investigativo, anche grazie alle attività di intercettazione poste in essere, sono emersi i rapporti esistenti tra l’agente immobiliare ed un commercialista locale, nominato dal Tribunale Civile di Perugia quale Commissario Liquidatore nell’ambito di una procedura fallimentare.
L’approfondimento di tali aderenze ha permesso di ricostruire come sia stato possibile, per S.G., interferire sul regolare svolgimento di una gara per la vendita all’asta di un capannone del valore di circa 350 mila euro, da una parte approfittando del proprio rapporto di confidenziale vicinanza al professionista, dall’altra tentando di assoggettarne l’operato facendo leva su legami – anche in parte millantati – con personaggi “carismatici” del contesto socio-criminale della regione d’origine, asseritamente “da non scontentare”. E’ stato così possibile per l’indagato ottenere che il commissario liquidatore: condividesse con lui informazioni riservate relative alle celebrazioni delle sedute di gara, comunicandogli l’esistenza o meno di partecipanti, potenziali concorrenti dei clienti del primo; accettasse un’offerta pervenuta oltre lo spirare del termine previsto, vincendo le rimostranze dello stesso (emerso essere del tutto consapevole della gravità di tale condotta) ancora una volta spendendo l’interesse, nell’affare, dei medesimi “personaggi calabresi”, indicati vicini ai precedenti proprietari dell’immobile. Per disposizione del Giudice per le Indagini Preliminari, il provvedimento è stato notificato agli organi direttivi degli ordini d’appartenenza dei professionisti nonché al giudice delegato ai fallimenti del Tribunale di Perugia.