La latitanza della Regione sulle politiche dei rifiuti in Umbria

Le proposte dell’Associazione “Socialismo XXI Secolo”
Perugia

Riceviamo e pubblichiamo

In un convegno organizzato a Perugia nel dicembre del 2018 sulla gestione dei rifiuti in Umbria "Socialismo XXI" denunciò già la profonda crisi dell’intero sistema.

  Vari soggetti pubblici (Univ. di Perugia e di Siena) e privati (Comitati, Associazioni, esperti del settore e cittadini) fornirono dati allarmanti: oltre il 40% dei rifiuti solidi urbani prodotti finiti in discarica; la raccolta differenziata ferma al 60%; i costi per la raccolta in continuo aumento, con pesanti ripercussioni sulle tasche dei cittadini; assenza di una seria pianificazione; mancata chiusura del ciclo.

Quei dati e valutazioni, dopo un anno e mezzo da quel convegno, sono ancora validi: alle nostre stesse conclusioni è giunta in questi giorni anche la Commissione bicamerale sugli ecoreati, che ha bocciato con voto unanime la gestione del ciclo dei rifiuti in Umbria, denunciandone l’assenza di pianificazione, la mancata chiusura del ciclo, l’utilizzo indiscriminato delle discariche, un sistema basato sul conferimento in discarica che non garantisce l’autosufficienza imposta dalla legge. 

Di tutto ciò ne hanno fatto le spese i cittadini umbri per gli extracosti dovuti ai conferimenti fuori Regione.

 È bastato tutto questo per cambiare registro? Tutt’altro!

La Regione, da anni latitante nella pianificazione del sistema dei rifiuti e incapace di avere una visione diversa dal semplice smaltimento in discarica, aspetta ancora che altri gli tolgano le castagne dal fuoco.

E così l’AURI, con la redazione del nuovo piano d’ambito umbro, punta ancora sulle discariche e così la Regione rinuncerebbe ad ogni seria pianificazione e programmazione del sistema di gestione e di chiusura del ciclo dei rifiuti. 

Noi pensiamo che non si debba più scaricare sulle spalle e sulle tasche delle famiglie le contraddizioni e le mancate scelte delle istituzioni sulla gestione dei rifiuti. E basta alla politica delle discariche. 

La Regione non deve autorizzare l’apertura di nuove discariche, né concedere più ampliamenti per quelle esistenti, di cui va invece pianificata la progressiva chiusura. Sono dimostrati  gli effetti prodotti come causa o concausa di malattie (anche le più gravi) dalle discariche, anche quelle chiuse da diversi anni, per i gas respiratori, i gas inerti, i gas tossici, il particolato, i metalli prodotti (tenendo conto anche delle tante discariche abusive).

In concreto pensiamo che : a) occorre potenziare gli investimenti per la raccolta differenziata e incentivare le azioni educative per la sua corretta gestione (in molti Comuni umbri la 'differenziata' non è ancora né quantità e né di qualità; b) occorre sviluppare buone pratiche per la riduzione dei quantitativi dei rifiuti prodotti; c) occorre far sì che i Comuni adottino  la tariffa puntuale, parametrata solo sui rifiuti effettivamente prodotti; d) occorre far crescere la cultura al riuso (economia circolare), al riciclo e reimpiego dei rifiuti in termini di carta, plastica, vetro, compost, metalli; e) occorre, infine, chiudere il ciclo non gettando l’indifferenziato in discarica, ma convertendo i rifiuti in energia attraverso le tecnologie più avanzate e meno inquinanti. 

Al riguardo, poiché sono tante le esperienze presenti ovunque nel mondo, nel convegno ne vennero illustrate: co-combustione, gassificazione, pirolisi, incenerimento con Torce al Plasma.

  Anche in Italia sono stati realizzati sistemi che producono energia pulita ad elevato recupero energetico, evitando la produzione di ceneri e trasformazione dei residui incombustibili in scorie vetrificate.

  E' giunto il momento che le istituzioni preposte (Regione, AURI, Comuni) si assumano le proprie responsabilità decidendo ora sulla chiusura del ciclo dei rifiuti in Umbria. 

"Socialismo XXI" da tempo ha avanzato proposte in merito e ritiene che non sia più tollerabile che si scarichino sulle famiglie i costi della non politica, e sulle generazioni future le conseguenze economiche, sociali e sanitarie delle mancate scelte che attengono alla politica. Senza attendere i richiami di una Commissione Bicamerale. 

O, peggio ancora, continuare a ignorarli!

               ASSOCIAZIONE “SOCIALISMO XXI”

                                                     UMBRIA